Intervista a un partenopeo di ritorno: la storia di Alfonso
Il ritorno a Napoli dopo quattro anni
Partenopei: Alfonso, da poco hai realizzato il tuo desiderio più grande: tornare a Napoli dopo 4 anni lontano da casa per lavoro. Sei un macchinista e, dopo aver guidato per tanti anni treni merci nel Nord Italia, finalmente sei riuscito a iniziare il tuo percorso nelle Ferrovie dello Stato con base di partenza Napoli.
Quanti anni sei stato lontano dalla nostra Partenope?
Alfonso: Sono stato lontano dalla mia amata Partenope per ben 4 anni e un mese. Un’eternità!
La nostalgia di casa
Partenopei: Ci racconti la tua sensazione lontano da Napoli?
Alfonso: Quando sei a casa non ti rendi conto di ciò che hai: il mare, le isole, il golfo, la gente, la tradizione, la musica, il cielo azzurro. Poi arriva una proposta di lavoro, l’occasione della vita, e l’accetti con entusiasmo. Ti trasferisci in una nuova realtà, con un modo di essere diverso dal tuo. All’inizio l’entusiasmo ti regge, ma presto la malinconia cresce: pensi a ciò che hai lasciato.
Non è stata una scelta voluta, ma necessaria. Col tempo ho capito che era giusto così, eppure dentro cresceva un vuoto che solo la mia Napoli poteva colmare. Maledettamente bella, capace di lasciarti il segno. Napoli è comm’ a mamm: chi a ten è ricc e nun o sap… E allora desideri tornare, riassaporarne i gusti e le bellezze, sperando che “mamma Napoli” perdoni la tua assenza. Ma una cosa è sicura: o ‘core to regn semp e gioia.

I momenti più difficili
Partenopei: Qual è stato il momento più duro che hai affrontato in questi anni?
Alfonso: Sicuramente fare le valigie. Solo allora ho realizzato davvero che non ero più a casa. Anche la pandemia ha amplificato questa lontananza. Ogni volta che tornavo a Napoli, sapevo che sarebbe arrivato il momento di ripartire, e quello era sempre il colpo più duro.
Pregiudizi e accoglienza al Nord
Partenopei: Molto spesso si parla di napoletani denigrati quando sono fuori. Ti è capitato?
Alfonso: Forse sono stato fortunato, ma non mi è mai successo nulla di spiacevole. Anzi, ho legato con molte persone del posto e mi sono sempre sentito accolto. Forse perché nel mio ambiente di lavoro eravamo in tanti meridionali? Scherzo!
Napoli nel cuore
Partenopei: La prima cosa che facevi appena tornato a Napoli, ovviamente dopo aver riabbracciato i tuoi cari?
Alfonso: Respirare l’aria del mare. Il suo odore e i suoi suoni mi calmavano dalla rabbia di essere stato lontano. E poi, ovviamente, una bella pizza: la regina di Napoli!
Il consiglio di Alfonso a chi deve partire
Partenopei: In conclusione, dai un consiglio a chi, come te, è stato costretto ad andare via.
Alfonso: È sempre difficile accettare di lasciare la tua città: la famiglia, la persona che ami, i luoghi che senti tuoi. È un colpo al cuore. Ma i sacrifici vengono ripagati. Oggi sono tornato a casa, con il lavoro che ho sempre sognato (e sì, anche con una buona dose di fortuna, che non deve mai mancare). Ringrazio di essere stato “costretto” a emigrare, perché questo mi ha permesso di costruire le basi per un futuro nella mia città.
Il mio consiglio è semplice: non mollate mai. Inseguite i vostri sogni, credeteci a tutti i costi. Qualcosa di bello in serbo c’è sempre, per ognuno di noi.
Livio Olino
