<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Napoli &#8211; Partenope</title>
	<atom:link href="https://partenope.napoli.it/tag/napoli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://partenope.napoli.it</link>
	<description>Partenope: Napoli attraverso gli occhi della sua gente</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Sep 2026 17:57:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.7.8</generator>

<image>
	<url>https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/cropped-Partenope-512x512-1-32x32.jpg</url>
	<title>Napoli &#8211; Partenope</title>
	<link>https://partenope.napoli.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Lorenzo Perrotta</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2026/09/08/lorenzo-perrotta-intervista/</link>
					<comments>https://partenope.napoli.it/2026/09/08/lorenzo-perrotta-intervista/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 17:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Volti]]></category>
		<category><![CDATA[attori napoletani]]></category>
		<category><![CDATA[bambini napoletani]]></category>
		<category><![CDATA[cinema napoletano]]></category>
		<category><![CDATA[cultura napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[giovani attori napoletani]]></category>
		<category><![CDATA[identità partenopea]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Perrotta]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[partenope]]></category>
		<category><![CDATA[Scherzetto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://partenope.napoli.it/?p=3642</guid>

					<description><![CDATA[Napoli · Persone · Interviste Lorenzo Perrotta,sei anni e un...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<!-- PARTENOPE:ARTICLE -->
<article class="partenope-article"><!-- =====================================================
       HERO
       FOTO 1
       ===================================================== --><header class="partenope-article-hero partenope-article-hero--cinematic partenope-article-hero--mobile-landscape">
<div class="partenope-article-hero__media"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta.png" alt="Lorenzo Perrotta, bambino napoletano di sei anni protagonista dell'intervista di Partenope" width="600" height="400" /></div>
<div class="partenope-article-hero__inner">
<div class="partenope-article-hero__category">Napoli · Persone · Interviste</div>
<h1 class="partenope-article-hero__title">Lorenzo Perrotta,<br />sei anni e un mondo da scoprire</h1>
<p class="partenope-article-hero__subtitle">«Ho fatto un film, si chiama Scherzetto»</p>
<div class="partenope-article-hero__meta">8 settembre 2026 · Intervista · Partenope</div>
</div>
</header><!-- =====================================================
       CORPO ARTICOLO
       ===================================================== -->
<div class="partenope-article-body partenope-content">
<p class="partenope-article-intro">Ci sono tanti modi per raccontare Napoli e l’identità partenopea. Possiamo farlo attraverso la storia, i monumenti, le tradizioni e i personaggi che hanno lasciato un segno nella città, ma qualche volta vale la pena cambiare prospettiva e provare a guardare Napoli dal basso, dall’altezza degli occhi di un bambino.</p>
<section class="partenope-chapter">
<div class="partenope-chapter__eyebrow">Partenope incontra</div>
<h2 class="partenope-chapter__title">Prima Lorenzo, poi tutto il resto</h2>
<p>Oggi Partenope incontra <strong>Lorenzo Perrotta</strong>, sei anni, napoletano, un sorriso enorme e magnetico e quella vitalità che sembra non conoscere interruttori: gioca, ride, canta, balla, fa sport, riempie la casa di dinosauri, fa domande continuamente e, se dipendesse da lui, probabilmente eliminerebbe il sonno dalle attività necessarie alla vita.</p>
<p>Lorenzo è soprattutto un bambino che ama. Ama profondamente la sua famiglia e le persone che gli stanno accanto, ama stare insieme agli altri, conoscere cose nuove e raccontare quello che ha appena scoperto. È curioso all’inverosimile, irrequieto, furbo, sempre in movimento e possiede quella meravigliosa fame di conoscenza tipica dell’infanzia, quando una domanda può generarne immediatamente altre dieci. Quest’anno, poi, nella sua vita è arrivato un passaggio importantissimo: <strong>ha iniziato la prima elementare</strong>. La scuola non è più soltanto il posto dove incontrare gli amichetti e giocare; adesso, come racconta lui con una certa rassegnazione divertita, «mi tocca studiare».</p>
<p>Fin qui potrebbe sembrare il ritratto di un bambino napoletano particolarmente vivace. Poi, quasi alla fine della nostra chiacchierata, gli chiediamo se abbia qualche aneddoto da raccontare. Lorenzo risponde con la naturalezza disarmante che soltanto un bambino potrebbe avere: <strong>«Sì, si chiama Scherzetto. Ho fatto un film»</strong>.</p>
<p>Ed è qui che questa intervista a <strong>Lorenzo Perrotta</strong> prende una direzione completamente diversa. Ma quella storia, proprio come promette Lorenzo, la racconteremo prossimamente.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 3
         ENERGIA
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-in-Movimento.png" alt="Lorenzo Perrotta in un momento di gioco, movimento e allegria" width="600" height="800" />
<figcaption>Sei anni e un’energia difficile da contenere: giocare, scoprire, muoversi e fare domande fanno parte della stessa giornata.</figcaption>
</figure>
<!-- =====================================================
         DOMANDA 1
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Lorenzo, raccontaci di te: com’è la tua giornata tipo?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Mi piace tantissimo giocare con i miei dinosauri. Li conosco tutti! Mi piace tantissimo il Quetzalcoatlus, ma ne conosco tantissimi, proprio tutti. Per la gioia di mamma gioco anche con il cellulare, ballo e canto, ma soprattutto vado a scuola a giocare con i miei amichetti&#8230; anzi, giocavo! Adesso ho iniziato la prima elementare e mi tocca studiare, con mamma ovviamente.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>È sufficiente cominciare a parlare di dinosauri perché la conversazione cambi immediatamente ritmo. Lorenzo non li considera semplicemente dei giocattoli: li conosce, li distingue, ne ricorda i nomi e soprattutto vuole sapere sempre qualcosa in più. La sua collezione racconta abbastanza bene le dimensioni della passione: in casa ci sono almeno sette grandi ceste piene di dinosauri e pupazzi e <strong>soltanto i dinosauri sono più di cento</strong>. Nel frattempo la vita continua tra scuola, musica, balli, giochi e quella prima elementare appena cominciata che segna uno dei passaggi più importanti dell’infanzia.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 2
         DINOSAURI
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-e-i-Dinosauri.png" alt="Lorenzo Perrotta con i dinosauri della sua collezione" width="600" height="800" />
<figcaption>Una delle passioni più grandi di Lorenzo Perrotta: dinosauri, preistoria e più di cento esemplari nella sua collezione.</figcaption>
</figure>
<section class="partenope-statement">
<div class="partenope-statement__inner">
<div class="partenope-statement__eyebrow">La collezione</div>
<div class="partenope-statement__number">100+</div>
<h2 class="partenope-statement__title">dinosauri.</h2>
<p class="partenope-statement__text">E soprattutto la voglia di sapere esattamente che cosa siano.</p>
</div>
</section>
<!-- =====================================================
         DOMANDA 2
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «E fai qualche attività sportiva?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Faccio taekwondo e ho fatto anche nuoto. Ho imparato a nuotare senza braccioli e a fare i tuffi! Ho fatto anche un anno di danza e non vedo l’ora di riprendere con il taekwondo.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>Fermare Lorenzo, del resto, sembrerebbe quasi contrario alla sua natura. Prima la danza, poi il nuoto e il taekwondo raccontano un bambino che ha bisogno di muoversi, sperimentare e mettere alla prova il proprio corpo con la stessa curiosità con cui mette alla prova la mente. Del nuoto conserva orgogliosamente una conquista fondamentale per qualsiasi bambino: aver abbandonato i braccioli e imparato a tuffarsi. Adesso, però, aspetta soprattutto di poter tornare sul tatami.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         DOMANDA 3
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Quali sono i tuoi film e cartoni animati preferiti?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Jurassic Park mi piace tantissimo, infatti è anche per questo che adoro i dinosauri. Adesso mi piace tantissimo Teen Titans Go!. Ho avuto tante passioni, ma sicuramente quella più lunga è stata Sonic e ancora oggi ho tantissimi suoi pupazzi. Pensa che ho almeno sette ceste grandi piene di dinosauri e pupazzi e solo di dinosauri ne ho più di cento!»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>Difficile aspettarsi una risposta diversa da un bambino che potrebbe probabilmente trasformare una normale conversazione in una lezione improvvisata di paleontologia. <strong>Jurassic Park</strong> occupa inevitabilmente un posto speciale nel suo immaginario, mentre Sonic rappresenta una di quelle passioni dell’infanzia che resistono anche quando ne arrivano di nuove. Oggi c’è anche Teen Titans Go!, domani probabilmente arriverà qualcos’altro: a sei anni il mondo è abbastanza grande da poter cambiare passione continuamente senza doverne necessariamente abbandonare nessuna.</p>
</section>
<div class="partenope-story-divider">
<div class="partenope-story-divider__mark"> </div>
</div>
<!-- =====================================================
         NAPOLI
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Che rapporto hai con Napoli?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Napoli la adoro. Mi piace tantissimo la pizza, mi piace stare vicinissimo al mare e mi sto appassionando anche al Napoli. Vorrei tanto andare allo stadio! Ho festeggiato tantissimo per i due scudetti, anche se ricordo molto meglio l’ultimo. E anche se non è proprio di Napoli, mi piace da morire la mozzarella. Napoli poi è bella perché posso fare tante cose con mamma e tantissime passeggiate, soprattutto vicino ai parchi. Mi ritengo fortunato di essere partenopeo.»</p>
</div>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 4
         PIZZA / NAPOLI
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-e-la-Pizza.png" alt="Lorenzo Perrotta con la pizza durante un momento della sua quotidianità" width="600" height="800" />
<figcaption>Napoli raccontata all’altezza di sei anni passa anche attraverso una pizza, il mare vicino, le passeggiate e le giornate trascorse insieme.</figcaption>
</figure>
<section class="partenope-chapter">
<div class="partenope-chapter__eyebrow">Napoli vista da sei anni</div>
<h2 class="partenope-chapter__title">Lorenzo Perrotta e un’appartenenza che nasce dalle cose semplici</h2>
<p>Forse è proprio questa la risposta che racconta meglio Lorenzo. A sei anni il rapporto con una città non passa ancora attraverso le grandi categorie con le quali gli adulti cercano di definirne l’identità. Napoli è la pizza che gli piace mangiare, il mare che può vedere da vicino, le passeggiate con sua madre, i parchi, il calcio che sta cominciando a conquistarlo e la festa per gli scudetti. È un’appartenenza costruita attraverso esperienze semplici, ma proprio per questo profondissime.</p>
<p>La memoria dell’ultimo scudetto è naturalmente più nitida, mentre quello precedente appartiene a un’età nella quale i ricordi cominciano appena a sedimentarsi. C’è però già un desiderio preciso: <strong>andare allo stadio a vedere il Napoli</strong>. E poi c’è quella frase finale, «mi ritengo fortunato di essere partenopeo», che pronunciata da un bambino di sei anni possiede un significato particolare. L’identità non nasce improvvisamente quando diventiamo adulti: comincia a formarsi attraverso ciò che vediamo, ciò che mangiamo, le persone con cui camminiamo e i luoghi nei quali cresciamo.</p>
</section>
<blockquote class="partenope-full-quote">
<div class="partenope-full-quote__text">«Mi ritengo fortunato di essere partenopeo.»</div>
</blockquote>
<!-- =====================================================
         COSA INSEGNARE AGLI ADULTI
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Si dice che i bambini abbiano tanto da insegnarci. Tu cosa potresti insegnare agli adulti?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Io so benissimo che il Giurassico finisce molto prima dell’arrivo dei mammut e poi quasi nessuno sa che il Giurassico non è stato il primo periodo: ce ne sono stati altri prima. E non esistono dinosauri marini: quelli che vivevano nel mare sono classificati come rettili marini. Anche gli pterodattili non sono dinosauri, sono rettili volanti. I dinosauri veri sono quelli terrestri. E poi mi piace tantissimo la matematica: con mamma mi metto sempre a fare un sacco di matematica.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p class="partenope-chapter__lead">La domanda sembra quasi una provocazione. Con Lorenzo, però, significa spalancare una porta.</p>
<p>Qualche precisazione scientifica, inevitabile quando a parlare è un paleontologo di sei anni: la classificazione è effettivamente più complessa di quella proposta spesso dai giocattoli e dai cartoni animati. Pterosauri e grandi rettili marini mesozoici non erano dinosauri, anche se hanno condiviso con loro parte della storia della Terra. Ed è proprio questo il punto interessante: Lorenzo non si accontenta di riconoscere un Tyrannosaurus o un Triceratops, vuole capire <strong>che cosa sia davvero un dinosauro</strong>.</p>
<p>Poi, senza alcuna difficoltà, passa dalla preistoria alla matematica. Per un adulto potrebbero sembrare due mondi completamente differenti; nella mente curiosa di un bambino sono semplicemente altre cose da conoscere. E forse è questa una delle lezioni che l’infanzia può davvero restituirci: prima che qualcuno ci insegni a dividere il sapere in compartimenti, conoscere è soprattutto divertente.</p>
</section>
<div class="partenope-story-divider">
<div class="partenope-story-divider__mark"> </div>
</div>
<!-- =====================================================
         SCHERZETTO
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Hai qualche aneddoto particolare su di te?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer partenope-interview__answer--short"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Sì. Si chiama Scherzetto. Ho fatto un film.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>La risposta arriva così, senza preparazione e senza bisogno di aggiungere altro. Dinosauri, scuola, taekwondo, matematica, Sonic, Napoli e poi, quasi fosse una cosa assolutamente normale da inserire nell’elenco delle proprie giornate, un film.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 5
         SCHERZETTO
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-Scherzetto.png" alt="Lorenzo Perrotta e l'esperienza cinematografica legata al film Scherzetto" width="600" height="800" />
<figcaption>La storia che fino a questo momento era rimasta sullo sfondo: Lorenzo Perrotta e l’esperienza di Scherzetto.</figcaption>
</figure>
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Aspetta&#8230; sei tu il Lorenzo Perrotta di cui si legge in giro?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer partenope-interview__answer--short"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Sì.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>A sei anni, evidentemente, alcune risposte non hanno bisogno di essere complicate.</p>
</section>
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «E allora raccontaci di Scherzetto&#8230;»</h2>
<div class="partenope-interview__answer partenope-interview__answer--short"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Coming soon&#8230; ne parliamo prossimamente.»</p>
</div>
</section>
<!-- =====================================================
         CHIUSURA
         ===================================================== -->
<section class="partenope-chapter">
<p>Ed è giusto fermarci qui, perché questa volta Partenope voleva conoscere <strong>Lorenzo prima di conoscere l’attore</strong>. Il bambino che possiede più di cento dinosauri, che non vede l’ora di tornare a taekwondo, che ha appena cominciato la prima elementare, che ama la matematica, sua madre, la sua famiglia, il mare, Napoli e quella mozzarella che, giustamente, tiene a precisare non essere esclusivamente napoletana.</p>
<p>Del cinema parleremo. Ci sarà tempo per raccontare <strong>Scherzetto</strong>, il set e tutto quello che è accaduto a un bambino napoletano che, mentre continuava semplicemente a essere Lorenzo, si è ritrovato davanti a una macchina da presa.</p>
<p>Per oggi ci piace lasciare <strong>Lorenzo Perrotta</strong> così: sei anni, un sorriso enorme, cento e più dinosauri e ancora un numero infinito di domande da fare al mondo.</p>
<p>Il resto, come dice lui, è <strong>coming soon</strong>.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         APPROFONDIMENTO ESTERNO
         LINK DOFOLLOW
         ===================================================== -->
<aside class="partenope-fact-box">
<div class="partenope-box__label">Per conoscere Lorenzo</div>
<h2 class="partenope-box__title">Lorenzo Perrotta online</h2>
<p>Per conoscere il percorso di <strong>Lorenzo Perrotta</strong>, le sue attività e i prossimi progetti è possibile visitare il <a href="https://www.lorenzoperrotta.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sito ufficiale di Lorenzo Perrotta</strong></a> oppure seguirlo sul <a href="https://www.instagram.com/lorenzoperrotta.official/" target="_blank" rel="noopener"><strong>profilo Instagram ufficiale</strong></a>.</p>
</aside>
<!-- =====================================================
         ENDING
         ===================================================== -->
<section class="partenope-ending">
<div class="partenope-ending__label">La storia continua</div>
<h2 class="partenope-ending__title">Coming soon.</h2>
<div class="partenope-ending__text">Questa volta abbiamo incontrato Lorenzo.<br />La prossima volta parleremo di Scherzetto.</div>
</section>
<!-- =====================================================
         FIRMA
         ===================================================== --><footer class="partenope-signature">
<div class="partenope-signature__mark"> </div>
<div class="partenope-signature__name">Partenope</div>
<div class="partenope-signature__text">Napoli raccontata attraverso le sue storie, la sua memoria e le persone che la abitano.</div>
</footer></div>
</article>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://partenope.napoli.it/2026/09/08/lorenzo-perrotta-intervista/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Pizza è del Popolo</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2020/06/15/pizza-napoletana-popolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Olino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 01:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[cucina partenopea]]></category>
		<category><![CDATA[cultura popolare]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pizza napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[pizzerie centenarie]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco pizza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://partenope.napoli.it/?p=2601</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-34e6f0f5" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-twoOne-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-cfe5a8ad" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">La cucina Partenopea</h2>



<p><em>La cucina Partenopea, come quella di tutte le regioni meridionali, è una cucina povera. Povera nel senso di “arrangiata” e, di conseguenza, realizzata con inventiva al fine di sopperire alla difficoltà economica ed al bisogno di soddisfare, comunque, i commensali, tradizionalmente sempre numerosi.</em></p>



<p><em>Sono cresciuto, appunto, in una famiglia numerosa ed in compagnia di un’altra famiglia numerosa. A tavola sempre tra i 12 e 14 affamati.</em></p>



<p><em>Ricordo, ora con nostalgia, di un diverbio tra mia nonna e mio zio che, giustamente, criticava la pasta e fagioli troppo brodosa. La risposta fu “ieng o piatt”. Ma non lo stomaco pensai senza, però, intromettermi. Come si voleva e doveva allora!</em></p>



<p><em>Segui, dopo, un “ciuciuliare”, tra mia madre e mia nonna che, nascoste ed a bassa voce, dovevano dare ragione a mio zio sulla bontà della pasta e fagioli asciutta quasi “attaccata”.</em></p>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-76445d8c" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Miseria-e-Nobiltà-Totò-2.jpg" alt="Miseria-e-Nobiltà-Totò" class="wp-image-2611" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Miseria-e-Nobiltà-Totò-2.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Miseria-e-Nobiltà-Totò-2-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Miseria-e-Nobiltà-Totò-2-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Miseria-e-Nobiltà-Totò-2-500x500.jpg 500w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Miseria-e-Nobiltà-Totò-2-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>
</div></div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-57fbf818" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-36dc30f6" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-Fritta.jpg" alt="La-Pizza-Fritta" class="wp-image-2667" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-Fritta.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-Fritta-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-Fritta-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-Fritta-500x500.jpg 500w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-Fritta-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-c274ef32" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Ricordi di infanzia</h2>



<p><em>Mia nonna, ormai su con gli anni, era cieca e percepiva una minima pensione che andava a ritirare a via Medina&#8230; andavamo a ritirare perché ero il suo accompagnatore preferito. Il rito prevedeva una lunga fila e, poi, subito da Pizzicato per una pizzetta fritta, ‘o cazunciello”, con boccale di birra. Spesso, però, si preferiva una “mummarella di acqua ferrata”.</em></p>



<p><em>I ricordi sono fatti anche di sapori ed, infatti, ancora oggi la fritta è la mia preferita anche perché riportano a quelli della mia infanzia a cavallo con l’adolescenza.</em></p>



<p><em>Una delle occupazioni di mia nonna era quella di cercare occupazione ai 10 nipoti. A me capitò di andare a lavorare in uno scatolificio a Piazzetta Nilo, di proprietà di un mio zio. Uno delle mie mansioni era quella di andare a comprare la “marenna” per la troupe. Il lunedì e il venerdì questa consisteva in un bel “cazone” con imbottitura a discrezione del salumiere. Ci si recava prima da questi per comprare le rimasuglie del bancone alle quali venivano aggiunte ricotta e cicoli per poi andare in pizzeria e far preparare enormi cazoni. Dal cazunciello al cazone, dall’infanzia all’adolescenza.</em></p>



<p><em>Ho sempre pensato che l’origine di piatti tipici ha sempre una matrice popolare in quanto è un insieme di arte di arrangiarsi e fantasia e, quindi, proprio perché appartiene al popolo diventa cultura. Ecco spiegato il fenomeno che ogni piatto è buono solo se cucinato e consumato dove è nato. La pizza, infatti, pur ormai preparata in tutto il mondo, trova sempre il trionfo della bontà a Napoli e particolarmente nella Napoli dei decumani ed entro le mura di essi sono situate le pizzerie più rinomate e tutte le “centenarie”.</em></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-1724f2d2" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-twoOne-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-bac1328d" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column"></div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-7f2b260b" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column"></div>
</div></div>
</div>
</div></div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-8decca85" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-twoOne-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-3cb7d924" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Le pizzerie centenarie e la tradizione della pizza napoletana</h2>



<p><em>In queste pizzerie il gusto della pizza napoletana viene maggiormente esaltato dall’ambiente del locale, restato in prevalenza quello originario, nelle “centenarie” si trovano commensali delle origini più svariate che, senza distinzione di ceto, consumano il piatto più famoso al mondo.</em></p>



<p><em>Nelle pizzerie napoletane ‘a livella si compie fra vivi, si è tutti uguali.</em></p>



<p><em>In una delle pizzerie centenarie ho vissuto “il mio debutto in società” alla grande. Alla veneranda età di 12 anni, era il 1957, mi intromisi, con la sfacciataggine dell’età, in un discorso tra artisti. Tonino Apicella, giovane emergente e fine dicitore della canzone napoletana, (il padre di Mariano Apicella di berlusconiana memoria), Nello Ascoli, il ristoratore che si opponeva a Totò e Nino Taranto all’istallazione del vespasiano davanti al suo ristorante ed anche attore della compagnia di Eduardo, e lo stesso Nino Taranto. I primi due abitavano nello stabile dove vivevo io nel mentre “il re della paglietta”, nativo di forcella, pochi passi da luogo citato, spesso veniva a fare visita portando allegria in tutto il palazzo. Non ricordo la circostanza del mio intervento tra loro ma l’intromissione piacque a Nello Ascoli tanto da invitarmi con loro a gustare una pizza nell’Antica Pizzeria Da Michele, noto locale e famoso già allora perché si serviva solo la pizza margherita o marinara.</em></p>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-ae8c319a" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Antica-Pizzeria-Da-Michele.jpg" alt="Antica-Pizzeria-Da-Michele" class="wp-image-2689" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Antica-Pizzeria-Da-Michele.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Antica-Pizzeria-Da-Michele-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Antica-Pizzeria-Da-Michele-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Antica-Pizzeria-Da-Michele-500x500.jpg 500w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Antica-Pizzeria-Da-Michele-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>
</div></div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-d6ebe994" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-8719506c" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-è-del-Popolo-1.jpg" alt="La-Pizza-è-del-Popolo" class="wp-image-2696" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-è-del-Popolo-1.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-è-del-Popolo-1-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-è-del-Popolo-1-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-è-del-Popolo-1-500x500.jpg 500w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/La-Pizza-è-del-Popolo-1-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-7205e89f" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">La Pizza Napoletana Come Cultura</h2>



<p><em>L’odore di quel locale, un misto tra “arecheta”, “vasenicola”, mozzarella e pomodoro è ancora oggi nelle narici dei miei ricordi. Vedere il locale chiuso, causa covid, è stato un colpo al cuore in quanto a Napoli, le centenarie in particolare, sono state aperte anche durante la guerra. “L’antica Pizzeria da Michele” è tutt’ora famosa in tutto il mondo e quando leggo le lusinghiere recensioni fatte dai suoi clienti è per me motivo d’orgoglio. Come se l’avessi scoperta io!</em></p>



<p><em>Inevitabilmente, quasi una predestinazione per un napoletano, la pizza è legata alla mia prima “passioncella”. Conobbi una ragazza triestina che entrò prepotentemente nella mia adolescenza. Dopo pochi giorni, con tanta incoscienza e per farmi bello, promisi una passeggiata per i decumani di Napoli con finale in pizzeria. Ed i soldi? Ancora una volta la nonna risolse il problema. Andammo alla pizzeria Capasso a Porta San Gennaro. Don Vincenzo mi accolse con “uè peccirì complimenti”. Quella sua esclamazione significò per me l’ingresso nel mondo dei grandi. Avevo conosciuto don Vincenzo qualche settimana prima in occasione di una pizza tra ragazzi, le continue ammonizioni a non fare casino terminarono quando don Vincenzo, sedendosi con noi, iniziò a raccontarci la storia della sua pizzeria, già centenaria, e gli episodi relativi ai personaggi storici frequentatori del locale. Raccontò anche della parentela della pizzeria Cafasso di Fuorigrotta, un errore all’anagrafe aveva diviso una famiglia in due ma non l’amore per la cultura della pizza.</em></p>



<p><em>Non so quante pizze ho gustato negli anni ma nessuna ha ripetuto il “sapore del tempo” delle pizze citate.</em></p>



<p><em>Forse, forse senza forse, la pizza napoletana è cultura, non a caso nel 2017 l&#8217;<a href="https://www.unesco.it/it/iniziative-dellunesco/patrimonio-culturale-immateriale/larte-del-pizzaiuolo-napoletano/" target="_blank" rel="noopener">Unesco ha dichiarato l&#8217;arte del pizzaiolo patrimonio dell&#8217;umanità</a>.</em></p>



<p><strong>Giuseppe Olino</strong></p>
</div>
</div></div>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
