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	<title>via chiaia &#8211; Partenope</title>
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		<title>Di generazione in generazione, il Teatro Sannazaro è storia di Napoli</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2026 18:14:42 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="600" height="800" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Teatro-Sannazaro.jpg" alt="" class="wp-image-3600" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Teatro-Sannazaro.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Teatro-Sannazaro-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">@Copyright Partenope &#8211; Generato con AI</figcaption></figure>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-186c4f42" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<p>Mio padre, sin da piccolo, mi ha insegnato la napoletanità attraverso racconti e visite nei luoghi culto e simbolici di questa città. Era solito, ogni tanto, dirmi: “Livio, oggi usciamo, ti faccio conoscere Napoli”, e io sapevo che in quel giorno avrei ascoltato le sue storie e visto cose che mi sarebbero rimaste dentro per sempre e, chissà, un giorno raccontate a mio figlio.</p>



<p>Il Teatro Sannazaro fu una di quelle tappe. Avevo circa sette anni quando arrivammo a Chiaia. Il teatro era chiuso, ma non per Papà, che andò a parlare con un signore in un bar all’ingresso di Via Chiaia e, dopo pochi minuti, si aprirono solo per noi le porte del teatro. Ricordo ancora l’emozione che ho vissuto nel vedere quel teatro. Ero piccolo, è vero, ma grazie agli insegnamenti di mio padre avevo già cominciato ad apprezzare le cose belle della mia città.</p>
</div>
</div></div>



<p>Furono accese le luci solo per noi e un uomo anziano ci seguiva da dietro mentre mio padre cominciava a raccontare le sue storie. “Vedi Livio, a Napoli ci sono teatri importanti: il San Carlo, sicuramente il più prestigioso, l’Augusteo, il Mercadante, ma questo non è solo prestigioso e bello, questo teatro è il cuore teatrale di Napoli. Qui hanno recitato i più grandi attori di Napoli e su questo palco Eduardo Scarpetta è diventato uno dei padri del Teatro Partenopeo e qui lo stesso Eduardo decise di salire per l’ultima volta sul palco”.</p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-62b65f3f" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="600" height="800" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Teatro-di-Napoli.jpg" alt="" class="wp-image-3601" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Teatro-di-Napoli.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Il-Teatro-di-Napoli-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">@Copyright Partenope &#8211; Generato con AI</figcaption></figure>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-69098707" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<p>Ero un bambino, ero curioso e lì, ovviamente, mi nacque la curiosità per quell’attore dal cognome così buffo. Fino a qualche giorno prima la scarpetta la facevo nel sugo con il pane cafone, quel giorno scoprii che Scarpetta era stato un grande attore e soprattutto lo scrittore delle commedie napoletane più famose e durature. “Ricordi il film di Totò quando lui saliva sul tavolo e ballava con gli spaghetti in mano?” Ecco, Eduardo Scarpetta ha scritto “Miseria e Nobiltà” e su questo palco lo ha recitato tantissime volte.</p>
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</div></div>



<p>E poi continuò: “E dopo il grande Scarpetta arrivò il grande Eduardo e i fratelli De Filippo, perché i tre fratelli De Filippo si esibirono qui, prima grazie proprio a Scarpetta e poi da soli. I tre fratelli De Filippo sono la storia della commedia napoletana insieme a Totò. Sì, Livio, la storia della recitazione italiana è passata per questo teatro e oggi qui si esibisce un’altra grande attrice, Luisa Conte, e chissà che un giorno non riusciremo a vedere insieme un suo spettacolo”.</p>



<p>Ascoltare papà era emozionante, ti faceva rivivere la storia e ti faceva immaginare quei momenti. Lui non mi raccontò dei tempi bui del teatro e del lungo declino del dopoguerra. Come poteva dirmi che quel tempio del teatro napoletano era diventato un cinema che proiettava solo film “in terza visione” e, pur essendo nel salotto buono di Chiaia, era malfrequentato? Però mi raccontò che quel teatro fu fortemente voluto da uno dei nobili di Napoli e, prima di diventare teatro, era il chiostro di un ordine religioso spagnolo. Su quel palco, oltre ai grandi della commedia napoletana, erano passati i grandi dello spettacolo italiano. I nomi non me li fece, ma oggi tutti sappiamo che quel palco è stato calcato da Eleonora Duse e furono portate in scena opere scritte da Gabriele D’Annunzio, Roberto Bracco, Libero Bovio.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="600" height="800" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Ricostruiamo-il-Sannazaro.jpg" alt="" class="wp-image-3602" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Ricostruiamo-il-Sannazaro.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/02/Ricostruiamo-il-Sannazaro-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">@Copyright Partenope &#8211; Generato con AI</figcaption></figure>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-aae3e63e" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<p>Papà però mi disse: “Luisa Conte ha salvato questo teatro riportandolo al prestigio di Scarpetta e dei De Filippo e oggi, per chiunque, salire su questo palco è un onore”; fu in quel momento che conobbi due artisti partenopei, madre e figlio, che in quel periodo si stavano esibendo al Sannazaro: Peppe e Concetta Barra.</p>



<p>Due anni fa, in una delle passeggiate fatte con mio figlio, passammo per Via Chiaia. A mio figlio avevo da poco raccontato la storiella delle Statue di Piazza Plebiscito, mi girai verso il teatro e, indicandolo, dissi: “Vedi Giuseppe, quello è il primo teatro dove sono entrato, mi portò il nonno, il Teatro Sannazaro è meraviglioso”, e gli feci vedere delle foto dal cellulare. “Giuseppino, ti porterò, come ha fatto il nonno con me”.</p>
</div>
</div></div>



<p>In quel teatro purtroppo Giuseppe non potrà entrare mai, ma il mio dovere oggi è raccontare una delle case più belle e importanti di questa meravigliosa città, il teatro di mille risate ed emozioni, il teatro che Napoli ha forse amato più di tutti e che sono sicuro rivivrà, perché ci sono posti che non possono restare cenere dopo il passaggio delle fiamme e, fino a quel momento, sta a noi adulti farlo vivere nella mente dei nostri bambini. </p>



<p>Napoli è questa: una linea sottile che si tramanda di padre in figlio, per generazioni, e ci sono luoghi che in quei racconti ci saranno sempre. </p>



<p>A presto, “bomboniera di Chiaia”, Napoli ti aspetta pronta a riabbracciarti e io sarò lì a mantenere la promessa fatta a mio figlio.</p>
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		<item>
		<title>Gay Odin: la storica cioccolateria di Napoli</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2025/08/23/gay-odin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 12:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Putec]]></category>
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					<description><![CDATA[Una storia di eccellenza partenopea Fondata alla fine dell’Ottocento, Gay...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Una storia di eccellenza partenopea</h2>



<p><em>Fondata alla fine dell’Ottocento, <a href="https://gay-odin.it/" target="_blank" rel="noopener">Gay Odin</a> è diventata negli anni un simbolo di Napoli. Le sue botteghe sono punti di riferimento non solo per i napoletani, ma anche per viaggiatori e appassionati di cioccolato che cercano autenticità, qualità e sapori unici. Entrare in una delle sedi storiche significa vivere un’esperienza che unisce eleganza d’altri tempi e tradizione dolciaria.</em></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-d09c3fd1" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Foresta-Gay-Odin.jpg" alt="Foresta Gay Odin" class="wp-image-3405" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Foresta-Gay-Odin.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Foresta-Gay-Odin-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Foresta-Gay-Odin-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Foresta-Gay-Odin-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Foto coperta da copyright <strong>Gay Odin</strong> – immagine pubblicata sull’account ufficiale Instagram <a href="https://www.instagram.com/gayodin_official/" target="_blank" rel="noopener">@gayodin_official</a></em></figcaption></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-4a1fa3ed" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Il fascino delle sedi storiche</h2>



<p><em>La storica bottega di <strong>via Chiaia</strong> è il cuore pulsante del marchio. Vetrine curate, profumo di cacao, arredamenti in legno caldo e dettagli che riportano indietro nel tempo: ogni punto vendita è un piccolo scrigno che custodisce il legame tra artigianalità e identità napoletana.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">La leggenda della “Foresta”</h2>



<p><em>Il prodotto simbolo è la celebre <strong>Foresta</strong>: sottili veli di cioccolato sovrapposti che danno vita a una struttura friabile, croccante e sorprendente al morso. Una lavorazione unica, che ha reso questa specialità famosa in tutto il mondo. Oltre alla Foresta, meritano attenzione le <strong>tavolette monorigine</strong>, le <strong>praline assortite</strong>, le <strong>scorzette d’arancia ricoperte</strong> e le <strong>specialità stagionali</strong> come torroni e uova di Pasqua.</em></p>
</div>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Il gusto dell’artigianalità</h2>



<p><em>Ogni prodotto porta con sé il valore del tempo: tostatura lenta, concaggio rispettoso, temperaggio perfetto. La cura maniacale per le materie prime è ciò che rende Gay Odin una cioccolateria diversa, in grado di mantenere intatta la sua identità attraverso le generazioni.</em></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-ae73460d" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Gay-Odin.jpg" alt="Gay Odin" class="wp-image-3406" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Gay-Odin.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Gay-Odin-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Gay-Odin-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Gay-Odin-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Foto coperta da copyright <strong>Gay Odin</strong> – immagine pubblicata sull’account ufficiale Instagram <a href="https://www.instagram.com/gayodin_official/" target="_blank" rel="noopener">@gayodin_official</a></em></figcaption></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-00465f7f" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Un rito cittadino</h2>



<p><em>Acquistare da Gay Odin è molto più che comprare cioccolato: è un rito. Regali di laurea, pensieri per San Valentino, feste di famiglia, dolci della <a href="https://partenope.napoli.it/2025/08/23/ragu-napoletano/" data-type="post" data-id="3390">domenica</a>. Le sue confezioni, eleganti e iconiche, fanno parte della memoria collettiva di Napoli e raccontano momenti di vita quotidiana.</em></p>
</div>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli di degustazione</h2>



<p><em>Il cioccolato va conservato a <strong>18–20 °C</strong>, lontano da fonti di luce e odori forti. Va assaporato lentamente, lasciandolo sciogliere sul palato. Per valorizzarne gli aromi, si possono scegliere abbinamenti con caffè napoletano, vini passiti, distillati morbidi o, in maniera sorprendente, con una fetta di pane cafone appena tostato e un filo d’olio extravergine delicato.</em></p>



<p><strong>Livio Olino</strong></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-55419f9a" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-twoOne-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope.jpg" alt="Faq Partenope" class="wp-image-3334" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-9d66db6c" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column"><div id="rank-math-faq" class="rank-math-block">
<div class="rank-math-list ">
<div id="faq-question-1755952758057" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Cos’è la Foresta di Gay Odin?</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>È la specialità iconica della casa: un cioccolato friabile e stratificato, creato con veli sottilissimi che si rompono al morso e si sciolgono in bocca con un aroma inconfondibile.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1755952772456" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Quali prodotti provare assolutamente?</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Oltre alla Foresta, le praline assortite, le tavolette monorigine, le scorzette d’arancia ricoperte e le specialità festive come torroni e uova di Pasqua.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1755952789932" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Come si conserva correttamente il cioccolato?</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Meglio mantenerlo a 18–20 °C, in un luogo asciutto e lontano da odori intensi. Da evitare il frigorifero, se non in caso di temperature molto alte, usando contenitori chiusi.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1755952799485" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Dove si trovano le sedi principali?</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Tra le più note ci sono quelle di via Chiaia, via Toledo e Vomero. Tutte facilmente raggiungibili e perfette da inserire in un itinerario nel centro città.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1755952812534" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Con cosa abbinare il cioccolato?</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Caffè napoletano, vini passiti e distillati morbidi. Per chi ama sperimentare, ottimo anche con pane cafone e olio extravergine delicato.</p>

</div>
</div>
</div>
</div></div>
</div></div>
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