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	<title>Volti &#8211; Partenope</title>
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	<description>Partenope: Napoli attraverso gli occhi della sua gente</description>
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	<title>Volti &#8211; Partenope</title>
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		<title>Lorenzo Perrotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 17:16:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
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					<description><![CDATA[Napoli · Persone · Interviste Lorenzo Perrotta,sei anni e un...]]></description>
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<!-- PARTENOPE:ARTICLE -->
<article class="partenope-article"><!-- =====================================================
       HERO
       FOTO 1
       ===================================================== --><header class="partenope-article-hero partenope-article-hero--cinematic partenope-article-hero--mobile-landscape">
<div class="partenope-article-hero__media"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta.png" alt="Lorenzo Perrotta, bambino napoletano di sei anni protagonista dell'intervista di Partenope" width="600" height="400" /></div>
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<div class="partenope-article-hero__category">Napoli · Persone · Interviste</div>
<h1 class="partenope-article-hero__title">Lorenzo Perrotta,<br />sei anni e un mondo da scoprire</h1>
<p class="partenope-article-hero__subtitle">«Ho fatto un film, si chiama Scherzetto»</p>
<div class="partenope-article-hero__meta">8 settembre 2026 · Intervista · Partenope</div>
</div>
</header><!-- =====================================================
       CORPO ARTICOLO
       ===================================================== -->
<div class="partenope-article-body partenope-content">
<p class="partenope-article-intro">Ci sono tanti modi per raccontare Napoli e l’identità partenopea. Possiamo farlo attraverso la storia, i monumenti, le tradizioni e i personaggi che hanno lasciato un segno nella città, ma qualche volta vale la pena cambiare prospettiva e provare a guardare Napoli dal basso, dall’altezza degli occhi di un bambino.</p>
<section class="partenope-chapter">
<div class="partenope-chapter__eyebrow">Partenope incontra</div>
<h2 class="partenope-chapter__title">Prima Lorenzo, poi tutto il resto</h2>
<p>Oggi Partenope incontra <strong>Lorenzo Perrotta</strong>, sei anni, napoletano, un sorriso enorme e magnetico e quella vitalità che sembra non conoscere interruttori: gioca, ride, canta, balla, fa sport, riempie la casa di dinosauri, fa domande continuamente e, se dipendesse da lui, probabilmente eliminerebbe il sonno dalle attività necessarie alla vita.</p>
<p>Lorenzo è soprattutto un bambino che ama. Ama profondamente la sua famiglia e le persone che gli stanno accanto, ama stare insieme agli altri, conoscere cose nuove e raccontare quello che ha appena scoperto. È curioso all’inverosimile, irrequieto, furbo, sempre in movimento e possiede quella meravigliosa fame di conoscenza tipica dell’infanzia, quando una domanda può generarne immediatamente altre dieci. Quest’anno, poi, nella sua vita è arrivato un passaggio importantissimo: <strong>ha iniziato la prima elementare</strong>. La scuola non è più soltanto il posto dove incontrare gli amichetti e giocare; adesso, come racconta lui con una certa rassegnazione divertita, «mi tocca studiare».</p>
<p>Fin qui potrebbe sembrare il ritratto di un bambino napoletano particolarmente vivace. Poi, quasi alla fine della nostra chiacchierata, gli chiediamo se abbia qualche aneddoto da raccontare. Lorenzo risponde con la naturalezza disarmante che soltanto un bambino potrebbe avere: <strong>«Sì, si chiama Scherzetto. Ho fatto un film»</strong>.</p>
<p>Ed è qui che questa intervista a <strong>Lorenzo Perrotta</strong> prende una direzione completamente diversa. Ma quella storia, proprio come promette Lorenzo, la racconteremo prossimamente.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 3
         ENERGIA
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-in-Movimento.png" alt="Lorenzo Perrotta in un momento di gioco, movimento e allegria" width="600" height="800" />
<figcaption>Sei anni e un’energia difficile da contenere: giocare, scoprire, muoversi e fare domande fanno parte della stessa giornata.</figcaption>
</figure>
<!-- =====================================================
         DOMANDA 1
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Lorenzo, raccontaci di te: com’è la tua giornata tipo?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Mi piace tantissimo giocare con i miei dinosauri. Li conosco tutti! Mi piace tantissimo il Quetzalcoatlus, ma ne conosco tantissimi, proprio tutti. Per la gioia di mamma gioco anche con il cellulare, ballo e canto, ma soprattutto vado a scuola a giocare con i miei amichetti&#8230; anzi, giocavo! Adesso ho iniziato la prima elementare e mi tocca studiare, con mamma ovviamente.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>È sufficiente cominciare a parlare di dinosauri perché la conversazione cambi immediatamente ritmo. Lorenzo non li considera semplicemente dei giocattoli: li conosce, li distingue, ne ricorda i nomi e soprattutto vuole sapere sempre qualcosa in più. La sua collezione racconta abbastanza bene le dimensioni della passione: in casa ci sono almeno sette grandi ceste piene di dinosauri e pupazzi e <strong>soltanto i dinosauri sono più di cento</strong>. Nel frattempo la vita continua tra scuola, musica, balli, giochi e quella prima elementare appena cominciata che segna uno dei passaggi più importanti dell’infanzia.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 2
         DINOSAURI
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-e-i-Dinosauri.png" alt="Lorenzo Perrotta con i dinosauri della sua collezione" width="600" height="800" />
<figcaption>Una delle passioni più grandi di Lorenzo Perrotta: dinosauri, preistoria e più di cento esemplari nella sua collezione.</figcaption>
</figure>
<section class="partenope-statement">
<div class="partenope-statement__inner">
<div class="partenope-statement__eyebrow">La collezione</div>
<div class="partenope-statement__number">100+</div>
<h2 class="partenope-statement__title">dinosauri.</h2>
<p class="partenope-statement__text">E soprattutto la voglia di sapere esattamente che cosa siano.</p>
</div>
</section>
<!-- =====================================================
         DOMANDA 2
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «E fai qualche attività sportiva?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Faccio taekwondo e ho fatto anche nuoto. Ho imparato a nuotare senza braccioli e a fare i tuffi! Ho fatto anche un anno di danza e non vedo l’ora di riprendere con il taekwondo.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>Fermare Lorenzo, del resto, sembrerebbe quasi contrario alla sua natura. Prima la danza, poi il nuoto e il taekwondo raccontano un bambino che ha bisogno di muoversi, sperimentare e mettere alla prova il proprio corpo con la stessa curiosità con cui mette alla prova la mente. Del nuoto conserva orgogliosamente una conquista fondamentale per qualsiasi bambino: aver abbandonato i braccioli e imparato a tuffarsi. Adesso, però, aspetta soprattutto di poter tornare sul tatami.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         DOMANDA 3
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Quali sono i tuoi film e cartoni animati preferiti?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Jurassic Park mi piace tantissimo, infatti è anche per questo che adoro i dinosauri. Adesso mi piace tantissimo Teen Titans Go!. Ho avuto tante passioni, ma sicuramente quella più lunga è stata Sonic e ancora oggi ho tantissimi suoi pupazzi. Pensa che ho almeno sette ceste grandi piene di dinosauri e pupazzi e solo di dinosauri ne ho più di cento!»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>Difficile aspettarsi una risposta diversa da un bambino che potrebbe probabilmente trasformare una normale conversazione in una lezione improvvisata di paleontologia. <strong>Jurassic Park</strong> occupa inevitabilmente un posto speciale nel suo immaginario, mentre Sonic rappresenta una di quelle passioni dell’infanzia che resistono anche quando ne arrivano di nuove. Oggi c’è anche Teen Titans Go!, domani probabilmente arriverà qualcos’altro: a sei anni il mondo è abbastanza grande da poter cambiare passione continuamente senza doverne necessariamente abbandonare nessuna.</p>
</section>
<div class="partenope-story-divider">
<div class="partenope-story-divider__mark"> </div>
</div>
<!-- =====================================================
         NAPOLI
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Che rapporto hai con Napoli?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Napoli la adoro. Mi piace tantissimo la pizza, mi piace stare vicinissimo al mare e mi sto appassionando anche al Napoli. Vorrei tanto andare allo stadio! Ho festeggiato tantissimo per i due scudetti, anche se ricordo molto meglio l’ultimo. E anche se non è proprio di Napoli, mi piace da morire la mozzarella. Napoli poi è bella perché posso fare tante cose con mamma e tantissime passeggiate, soprattutto vicino ai parchi. Mi ritengo fortunato di essere partenopeo.»</p>
</div>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 4
         PIZZA / NAPOLI
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-e-la-Pizza.png" alt="Lorenzo Perrotta con la pizza durante un momento della sua quotidianità" width="600" height="800" />
<figcaption>Napoli raccontata all’altezza di sei anni passa anche attraverso una pizza, il mare vicino, le passeggiate e le giornate trascorse insieme.</figcaption>
</figure>
<section class="partenope-chapter">
<div class="partenope-chapter__eyebrow">Napoli vista da sei anni</div>
<h2 class="partenope-chapter__title">Lorenzo Perrotta e un’appartenenza che nasce dalle cose semplici</h2>
<p>Forse è proprio questa la risposta che racconta meglio Lorenzo. A sei anni il rapporto con una città non passa ancora attraverso le grandi categorie con le quali gli adulti cercano di definirne l’identità. Napoli è la pizza che gli piace mangiare, il mare che può vedere da vicino, le passeggiate con sua madre, i parchi, il calcio che sta cominciando a conquistarlo e la festa per gli scudetti. È un’appartenenza costruita attraverso esperienze semplici, ma proprio per questo profondissime.</p>
<p>La memoria dell’ultimo scudetto è naturalmente più nitida, mentre quello precedente appartiene a un’età nella quale i ricordi cominciano appena a sedimentarsi. C’è però già un desiderio preciso: <strong>andare allo stadio a vedere il Napoli</strong>. E poi c’è quella frase finale, «mi ritengo fortunato di essere partenopeo», che pronunciata da un bambino di sei anni possiede un significato particolare. L’identità non nasce improvvisamente quando diventiamo adulti: comincia a formarsi attraverso ciò che vediamo, ciò che mangiamo, le persone con cui camminiamo e i luoghi nei quali cresciamo.</p>
</section>
<blockquote class="partenope-full-quote">
<div class="partenope-full-quote__text">«Mi ritengo fortunato di essere partenopeo.»</div>
</blockquote>
<!-- =====================================================
         COSA INSEGNARE AGLI ADULTI
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Si dice che i bambini abbiano tanto da insegnarci. Tu cosa potresti insegnare agli adulti?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Io so benissimo che il Giurassico finisce molto prima dell’arrivo dei mammut e poi quasi nessuno sa che il Giurassico non è stato il primo periodo: ce ne sono stati altri prima. E non esistono dinosauri marini: quelli che vivevano nel mare sono classificati come rettili marini. Anche gli pterodattili non sono dinosauri, sono rettili volanti. I dinosauri veri sono quelli terrestri. E poi mi piace tantissimo la matematica: con mamma mi metto sempre a fare un sacco di matematica.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p class="partenope-chapter__lead">La domanda sembra quasi una provocazione. Con Lorenzo, però, significa spalancare una porta.</p>
<p>Qualche precisazione scientifica, inevitabile quando a parlare è un paleontologo di sei anni: la classificazione è effettivamente più complessa di quella proposta spesso dai giocattoli e dai cartoni animati. Pterosauri e grandi rettili marini mesozoici non erano dinosauri, anche se hanno condiviso con loro parte della storia della Terra. Ed è proprio questo il punto interessante: Lorenzo non si accontenta di riconoscere un Tyrannosaurus o un Triceratops, vuole capire <strong>che cosa sia davvero un dinosauro</strong>.</p>
<p>Poi, senza alcuna difficoltà, passa dalla preistoria alla matematica. Per un adulto potrebbero sembrare due mondi completamente differenti; nella mente curiosa di un bambino sono semplicemente altre cose da conoscere. E forse è questa una delle lezioni che l’infanzia può davvero restituirci: prima che qualcuno ci insegni a dividere il sapere in compartimenti, conoscere è soprattutto divertente.</p>
</section>
<div class="partenope-story-divider">
<div class="partenope-story-divider__mark"> </div>
</div>
<!-- =====================================================
         SCHERZETTO
         ===================================================== -->
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Hai qualche aneddoto particolare su di te?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer partenope-interview__answer--short"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Sì. Si chiama Scherzetto. Ho fatto un film.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>La risposta arriva così, senza preparazione e senza bisogno di aggiungere altro. Dinosauri, scuola, taekwondo, matematica, Sonic, Napoli e poi, quasi fosse una cosa assolutamente normale da inserire nell’elenco delle proprie giornate, un film.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         FOTO 5
         SCHERZETTO
         ===================================================== -->
<figure class="partenope-image-portrait"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2026/09/Lorenzo-Perrotta-Scherzetto.png" alt="Lorenzo Perrotta e l'esperienza cinematografica legata al film Scherzetto" width="600" height="800" />
<figcaption>La storia che fino a questo momento era rimasta sullo sfondo: Lorenzo Perrotta e l’esperienza di Scherzetto.</figcaption>
</figure>
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «Aspetta&#8230; sei tu il Lorenzo Perrotta di cui si legge in giro?»</h2>
<div class="partenope-interview__answer partenope-interview__answer--short"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Sì.»</p>
</div>
</section>
<section class="partenope-chapter">
<p>A sei anni, evidentemente, alcune risposte non hanno bisogno di essere complicate.</p>
</section>
<section class="partenope-interview">
<h2 class="partenope-interview__question"><span class="partenope-interview__label">Partenope domanda</span> «E allora raccontaci di Scherzetto&#8230;»</h2>
<div class="partenope-interview__answer partenope-interview__answer--short"><span class="partenope-interview__speaker"> Lorenzo </span>
<p>«Coming soon&#8230; ne parliamo prossimamente.»</p>
</div>
</section>
<!-- =====================================================
         CHIUSURA
         ===================================================== -->
<section class="partenope-chapter">
<p>Ed è giusto fermarci qui, perché questa volta Partenope voleva conoscere <strong>Lorenzo prima di conoscere l’attore</strong>. Il bambino che possiede più di cento dinosauri, che non vede l’ora di tornare a taekwondo, che ha appena cominciato la prima elementare, che ama la matematica, sua madre, la sua famiglia, il mare, Napoli e quella mozzarella che, giustamente, tiene a precisare non essere esclusivamente napoletana.</p>
<p>Del cinema parleremo. Ci sarà tempo per raccontare <strong>Scherzetto</strong>, il set e tutto quello che è accaduto a un bambino napoletano che, mentre continuava semplicemente a essere Lorenzo, si è ritrovato davanti a una macchina da presa.</p>
<p>Per oggi ci piace lasciare <strong>Lorenzo Perrotta</strong> così: sei anni, un sorriso enorme, cento e più dinosauri e ancora un numero infinito di domande da fare al mondo.</p>
<p>Il resto, come dice lui, è <strong>coming soon</strong>.</p>
</section>
<!-- =====================================================
         APPROFONDIMENTO ESTERNO
         LINK DOFOLLOW
         ===================================================== -->
<aside class="partenope-fact-box">
<div class="partenope-box__label">Per conoscere Lorenzo</div>
<h2 class="partenope-box__title">Lorenzo Perrotta online</h2>
<p>Per conoscere il percorso di <strong>Lorenzo Perrotta</strong>, le sue attività e i prossimi progetti è possibile visitare il <a href="https://www.lorenzoperrotta.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sito ufficiale di Lorenzo Perrotta</strong></a> oppure seguirlo sul <a href="https://www.instagram.com/lorenzoperrotta.official/" target="_blank" rel="noopener"><strong>profilo Instagram ufficiale</strong></a>.</p>
</aside>
<!-- =====================================================
         ENDING
         ===================================================== -->
<section class="partenope-ending">
<div class="partenope-ending__label">La storia continua</div>
<h2 class="partenope-ending__title">Coming soon.</h2>
<div class="partenope-ending__text">Questa volta abbiamo incontrato Lorenzo.<br />La prossima volta parleremo di Scherzetto.</div>
</section>
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         FIRMA
         ===================================================== --><footer class="partenope-signature">
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<div class="partenope-signature__name">Partenope</div>
<div class="partenope-signature__text">Napoli raccontata attraverso le sue storie, la sua memoria e le persone che la abitano.</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Aldo Chiari: orgoglio partenopeo</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2025/11/30/aldo-chiari-rybakina-human-strength-matrix/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 14:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Volti]]></category>
		<category><![CDATA[aldo chiari]]></category>
		<category><![CDATA[elena rybakina]]></category>
		<category><![CDATA[human strength matrix]]></category>
		<category><![CDATA[orgoglio napoletano]]></category>
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		<category><![CDATA[università della calabria]]></category>
		<category><![CDATA[wta finals]]></category>
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					<description><![CDATA[Aldo Chiari: orgoglio partenopeo sul tetto del mondo con Elena...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Aldo Chiari: orgoglio partenopeo sul tetto del mondo con Elena Rybakina</h2>



<p>Ci sono storie che non hanno bisogno di essere romanzate, perché sono già potentissime così.<br>La storia di <strong>Aldo Chiari</strong> è una di queste: una traiettoria che parte da Napoli, attraversa università, laboratori, centri sportivi, aeroporti e tornei internazionali, e approda direttamente sul <strong>tetto del tennis mondiale</strong>.</p>



<p>Preparatore fisico di altissimo livello, docente universitario, ricercatore e autore, Aldo oggi rappresenta l’immagine più autentica del talento partenopeo che conquista il mondo senza mai perdere le radici.<br>Il suo nuovo libro, <strong>Human Strength Matrix</strong>, in uscita a breve, è la sintesi di una filosofia che unisce scienza, movimento umano, esperienza sul campo e una mentalità che è soltanto sua: concreta, rigorosa, umile, ma con una visione chiara.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Aldo-Chiari.jpg" alt="Aldo Chiari" class="wp-image-3537" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Aldo-Chiari.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Aldo-Chiari-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Aldo-Chiari-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Aldo-Chiari-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Aldo Chiari <em>© 2025 Partenope.Napoli.it, tutti i diritti riservati</em></figcaption></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-e21614c2" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">WTA Finals</h2>



<p>Da aprile 2025 è entrato nello staff della tennista kazaka <strong>Elena Rybakina</strong>, allora numero 11 al mondo e oggi numero 5.<br>Da quel momento è cambiato tutto.</p>



<p>Una stagione in crescita continua, una ritrovata potenza fisica e mentale, una gestione personalizzata delle esigenze dell’atleta… fino all’impresa che ha chiuso il cerchio:<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f3c6.png" alt="🏆" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>la vittoria delle WTA Finals di Ryad</strong>, contro la numero 1 al mondo.</p>
</div>
</div></div>



<p>Un trionfo che porta molte firme — perché nel tennis moderno si vince di squadra — ma tra quelle firme c’è, forte e chiara, quella di un <strong>napoletano autentico</strong>, che lavora in silenzio mentre gli altri fanno rumore.<br>Aldo è stato parte integrante di quella rinascita, nel corpo e nella testa di una delle giocatrici più potenti del circuito.</p>



<p>Oggi abbiamo il piacere e l’onore di intervistarlo con cinque domande che raccontano il professionista… ma anche l’uomo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Aldo Chiari</h2>



<p>«Sono una persona che viene dal niente, anzi dal sotto-zero. La mia vita è iniziata in salita e tutto ciò che ho costruito nasce da anni di disciplina, sacrificio e quella mentalità marziale che mi accompagna fin dai tempi della Muay Thai: onore, rispetto, lealtà e capacità di stare nel fuoco senza arretrare.</p>



<p>Ho sempre cercato di trasformare le difficoltà in opportunità. Ogni caduta, ogni delusione, ogni porta chiusa è diventata un momento di crescita. E così, passo dopo passo, sono arrivato a lavorare con atleti di livello mondiale.<br>Per molti questo è “successo”, per me è semplicemente una fase del percorso: un punto da cui rilanciare verso qualcosa di ancora più grande.</p>



<p>&nbsp;</p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-5e95ef59" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Preparatore-Fisico.jpg" alt="" class="wp-image-3538" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Preparatore-Fisico.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Preparatore-Fisico-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Preparatore-Fisico-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Preparatore-Fisico-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Aldo Chiari <em>© 2025 Partenope.Napoli.it, tutti i diritti riservati</em></figcaption></figure>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-612ffee2" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">La Famiglia e la Napoletanità</h2>



<p>Nel mio cammino però non sono stato solo. Mia moglie è stata ed è una parte decisiva della mia storia: presenza costante, equilibrio, supporto nei momenti complessi, lucidità nei passaggi delicati. Ha creduto in me quando non era scontato farlo, e insieme abbiamo costruito una famiglia che per me è un vero rifugio, il luogo dove i miei valori marziali diventano quotidianità.</p>



<p>E poi c’è la mia napoletanità: una radice forte, un carattere che mi accompagna, un senso di appartenenza che mi ha sempre dato forza e direzione.</p>
</div>
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<p>Chi sono?<br>Sono un combattente che non si è mai arreso, che ha imparato a prendere il meglio anche dai momenti peggiori, e che ogni giorno continua a lavorare per diventare una versione più grande di sé stesso.»</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tuo percorso: dagli studi al campo, fino alla nascita di <em>Human Strength Matrix</em></h2>



<p>«Il mio percorso parte da lontano e nasce prima di tutto dallo sport. Da ragazzo ho praticato un po&#8217; di tutto: sport di squadra, individuali, forza, resistenza… ma il filo conduttore sono sempre state le arti marziali. Ho studiato tante discipline fino ad arrivare alla Muay Thai, che è diventata la mia grande passione. Da lì sono cresciuto come atleta professionista, insegnante e allenatore, seguendo anche atleti internazionali e campioni europei.</p>



<p>Accanto alla pratica ho sempre dato grande importanza alla formazione:<br>mi sono laureato in Scienze Motorie, poi ho preso la Magistrale LM-67 in Attività Preventive e Adattate, ho conseguito un Master in Posturologia Clinica alla Federico II, oltre a vari brevetti CONI da preparatore fisico.</p>



<p>Nel 2005 entro nel mondo della preparazione fisica di alto livello, lavorando davvero in tante discipline: basket, tennis, scherma, calcio, arti marziali. Ogni sport mi ha dato qualcosa e mi ha permesso di ottenere risultati importanti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Nel basket vinco lo Scudetto con Napoli Basket Femminile come assistente preparatore e lavoro in Serie A1 con Napoli Basket Maschile</li>



<li>Nel calcio collaboro come biomeccanico con squadre di Serie A come Torino, Genoa e Bari.</li>



<li>Con la scherma collaboro con la nazionale nel 2008 nel team di Sandro Cuomo.</li>
</ul>



<p>Nel 2015 un problema cardiaco mi obbliga a fermarmi e a rivedere tutto. È stato un momento complicato, ma anche un punto di svolta.<br>Da lì ho deciso di dedicarmi completamente alla parte scientifica del mio lavoro.</p>



<p>Ho costruito un metodo personale, mettendo insieme IMU, elettromiografia, videoanalisi e sistemi di valutazione del movimento in un modo che fosse davvero utile sul campo, non solo sulla carta.</p>



<p>Questo percorso mi porta poi all’università: divento docente al <strong>Master del San Raffaele</strong> e successivamente docente anche al <strong>Master dell’Università della Calabria</strong>.</p>



<p>Nel tennis, grazie alla collaborazione con Marco Panichi, lavoro per quattro anni come biomeccanico con <strong>Novak Djokovic</strong>, oltre che con altri atleti della top ten e con la Federazione Italiana Tennis.</p>



<p>Oggi sono il preparatore atletico di <strong>Elena Rybakina</strong>, una delle atlete più forti al mondo. Insieme abbiamo già vinto due tornei importanti e soprattutto le <strong>WTA Finals</strong>, battendo la numero uno al mondo.</p>



<p>In tutto questo ho creato anche il <strong>Best Performance Lab</strong> a Napoli, un centro di biomeccanica e valutazione del movimento avanzatissimo. È un progetto che rappresenta la sintesi perfetta di tutto ciò che ho costruito: sport, scienza, tecnologia e la mia mentalità marziale.</p>



<p>Questo è il mio cammino: un percorso nato sul campo, cresciuto con lo studio e affinato con un lavoro costante di ricerca personale, sempre con la stessa voglia di migliorare e andare avanti.»</p>



<h2 class="wp-block-heading"><a href="https://www.instagram.com/lenarybakina/" target="_blank" rel="noopener">Rybakina</a>: una stagione che ha cambiato tutto</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Elena-Rybakina.jpg" alt="" class="wp-image-3539" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Elena-Rybakina.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Elena-Rybakina-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Elena-Rybakina-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Elena-Rybakina-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Aldo Chiari <em>© 2025 <a href="http://www.aldochiari.it" target="_blank" rel="noopener">aldochiari.it</a>, tutti i diritti riservati</em></figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>«La stagione con Elena è stata davvero incredibile. Siamo partiti a metà anno — senza la possibilità di fare tutto il lavoro di preparazione “ideale” — eppure fin da subito ho trovato un team accogliente e soprattutto con Elena si è creato un feeling lavorativo molto forte e sincero.</p>



<p>Nonostante le difficoltà iniziali — tempi ristretti, problemi da gestire, esigenze fisiche, tutto da costruire — abbiamo lavorato con grande unità e fiducia reciproca.<br>Io credo fermamente che: <strong>o vinciamo insieme, o impariamo insieme</strong>.<br>E secondo me è stato questo spirito di squadra a fare la differenza.</p>
</div>
</div>



<p>Il risultato non si è fatto attendere: abbiamo chiuso la stagione con numeri e risultati che raccontano più di tante parole. Elena ha messo a segno <strong>516 ace in stagione</strong>: un dato enorme, che la pone al vertice tra le migliori serve-queen del circuito, e la prima donna dal 2016 a superare quota 500 aces.</p>



<p>Abbiamo vinto <strong>tre tornei</strong>, tra cui le <strong>WTA Finals</strong> — probabilmente il titolo più prestigioso dell’anno — battendo in finale la numero uno del mondo. Quel trofeo e quel match finale sono stati la consacrazione di un percorso di fiducia, lavoro duro e intesa con Elena e con tutto il team.</p>



<p>Ma più di ogni risultato, per me conta l’energia che si è creata, il clima che si è consolidato: non era “solo lavoro”. È diventata una piccola famiglia fatta di rispetto, condivisione e obiettivi comuni.</p>



<p>E sono davvero entusiasta per quello che abbiamo fatto — e ancora di più per quello che possiamo fare.»</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da partenopeo: come vivi Napoli quando giri l’Italia e come la vivi quando sei all’estero?</h2>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-2 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Bud-Spencer.jpg" alt="" class="wp-image-3540" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Bud-Spencer.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Bud-Spencer-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Bud-Spencer-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Bud-Spencer-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Bud Spencer <em>© Napoli Today</em></figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>«Per me Napoli è qualcosa di profondissimo. La mia napoletanità la porto sempre con me, in Italia e all’estero, allo stesso modo. È una parte della mia identità che non cambia mai.</p>



<p>Nella storia ci sono stati tantissimi napoletani che hanno portato Napoli nel mondo con orgoglio, classe e dignità. E questa cosa oggi gira anche su internet in un video molto bello, dove si vedono figure importanti che, alla domanda “Italiano?”, rispondono: <strong>“No, napoletano.”</strong></p>
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<p>Tra tutti, quello che sento più vicino è <strong>Bud Spencer</strong>, che amo particolarmente.<br>Lui lo diceva ovunque: nelle interviste in Italia, nelle televisioni tedesche, nei film…<br>Quando gli chiedevano se fosse italiano, rispondeva sempre: “No, napoletano.”</p>



<p>È un modo di affermare un’identità, non di dividere.<br>Non è contro qualcosa: è <strong>a favore di qualcosa</strong>.</p>



<p>Ed è una cosa che un giorno mi piacerebbe poter dire anch’io, simbolicamente.</p>



<p>Perché <a href="https://partenope.napoli.it/2025/09/04/napoli-e-morta/" data-type="post" data-id="3485">Napoli</a>, per me, non è solo una città: è un’identità, un’appartenenza, una radice che porto davanti con orgoglio.»</p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-3 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Raffaele-Viviani.jpg" alt="" class="wp-image-3543" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Raffaele-Viviani.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Raffaele-Viviani-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Raffaele-Viviani-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/11/Raffaele-Viviani-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption"><a href="https://www.wikidata.org/wiki/Special:EntityPage/Q14946043" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported</a></figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2 class="wp-block-heading">Il tuo rapporto con Napoli, oggi</h2>



<p>«Il mio rapporto con Napoli oggi è… <strong>dicotomico</strong>.<br>Da una parte ho un amore strabordante per la mia città: cultura, colori, storia, gente.<br>Dall’altra, a volte, mi sento un po’ ferito.</p>



<p>Chi porta Napoli nel mondo, chi si impegna davvero, chi fa sacrifici — anche personali — per rappresentarla, non sempre riceve attenzione o sostegno. E questo, in certe situazioni, fa male.</p>
</div>
</div>



<p>È la stessa dinamica descritta da <strong>Raffaele Viviani</strong> nella poesia <em>Campanilismo</em> del 1923:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“E ched’è? ’O ssaccio fà pur’ io.<br>Senza pretese.”</p>
</blockquote>



<p>Quel “ma cosa avrà fatto mai?”<br>Quel bisogno di sminuire.</p>



<p>Non generalizzo, perché sarebbe ingiusto: Napoli sa essere anche gratitudine, sostegno, affetto.<br>Ma quella parte che tende a minimizzare, purtroppo, esiste.</p>



<p>Alla fine, devi imparare a pagare questo prezzo: silenziare l’ego, lavorare per te stesso, per la tua famiglia e per i valori che porti avanti.</p>



<p>Però sì… un abbraccio dalla propria città, ogni tanto, farebbe davvero piacere.»</p>



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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-ffb4edf2" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope.jpg" alt="Faq Partenope" class="wp-image-3334" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-0f155a0d" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column"><div id="rank-math-faq" class="rank-math-block">
<div class="rank-math-list ">
<div id="faq-question-1758275305174" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong><strong>Chi è Aldo Chiari?</strong></strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Aldo Chiari è un preparatore fisico partenopeo di altissimo livello, docente universitario, ricercatore e autore del libro <em>Human Strength Matrix</em>. Ha lavorato in molte discipline sportive, collaborato con atleti di livello internazionale e oggi fa parte dello staff di Elena Rybakina, una delle tenniste più forti del mondo.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1758275319866" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong><strong>Qual è il percorso professionale di Aldo Chiari?</strong></strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Il suo percorso nasce dallo sport praticato sul campo – in particolare nelle arti marziali – e cresce con una lunga formazione accademica: laurea in Scienze Motorie, LM-67, Master in Posturologia Clinica e vari brevetti CONI. Ha lavorato nel basket, calcio, scherma, arti marziali e tennis, collaborando anche con Novak Djokovic. È docente al Master del San Raffaele e all’Università della Calabria. Dal 2025 segue Elena Rybakina.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1758275332201" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong><strong>Qual è stato il ruolo di Aldo Chiari nella stagione di Elena Rybakina?</strong></strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Aldo è entrato nel team a metà stagione, contribuendo alla riorganizzazione fisica e mentale dell’atleta. Insieme hanno ottenuto tre titoli, numeri record come i 516 ace in stagione e soprattutto la vittoria delle <strong>WTA Finals di Ryad</strong>, battendo la numero 1 al mondo. Il suo approccio scientifico e la coesione del team sono stati fondamentali.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1758275346867" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong><strong>Cosa significa per Aldo essere napoletano quando lavora in Italia e all’estero?</strong></strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Per Aldo la napoletanità è identità, radice, appartenenza. La porta con sé ovunque, come una forza interiore che orienta valori, mentalità e modo di vivere. Si riconosce nel celebre “No, napoletano” di Bud Spencer: un orgoglio culturale che non divide, ma afferma valore.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1758275360273" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong><strong>Qual è oggi il suo rapporto con Napoli?</strong></strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Un rapporto profondo, viscerale e a tratti dicotomico. Aldo ama Napoli, ma riconosce che spesso chi fa grandi cose altrove non viene valorizzato allo stesso modo in città. È una dinamica antica, raccontata anche da Viviani in <em>Campanilismo</em>. Nonostante tutto, Napoli resta per lui identità, radice e forza quotidiana.</p>

</div>
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</div></div>
</div></div>
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