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	<title>storia di Napoli &#8211; Partenope</title>
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	<description>Partenope: Napoli attraverso gli occhi della sua gente</description>
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	<title>storia di Napoli &#8211; Partenope</title>
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		<title>Napoli sotterranea: la città nascosta che esiste da oltre 2.000 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 07:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partenope]]></category>
		<category><![CDATA[acquedotto greco romano]]></category>
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					<description><![CDATA[Per conoscere Napoli non basta camminare per le sue strade....]]></description>
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<p>Per conoscere Napoli non basta camminare per le sue strade. Bisogna anche guardare sotto, bisogna conoscere la Napoli Sotterranea.</p>



<p>Sotto i decumani, i palazzi, le chiese e i vicoli esiste infatti un&#8217;altra città. Una Napoli silenziosa, scavata nel tufo, fatta di <strong>cave, pozzi, cisterne, cunicoli, acquedotti e grandi cavità</strong> che nei secoli hanno cambiato funzione insieme alla città costruita sopra di esse.</p>



<p>Non è semplicemente un insieme di ambienti sotterranei.</p>



<p>È quasi il negativo fotografico di Napoli: mentre la città cresceva verso l&#8217;alto, una parte della materia necessaria per costruirla veniva estratta dal suo stesso ventre.</p>



<p>E così, paradossalmente, <strong>Napoli è stata costruita anche svuotando Napoli</strong>.</p>



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</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2 class="wp-block-heading">Quando i Greci cominciarono a scavare sotto Neapolis</h2>



<p>La storia documentata delle grandi trasformazioni del sottosuolo napoletano ci riporta almeno all&#8217;epoca greca.</p>



<p>Tra IV e III secolo a.C. furono aperte cave nel banco di <strong>tufo giallo napoletano</strong>, una roccia vulcanica relativamente facile da lavorare e particolarmente adatta alla costruzione.</p>



<p>Serviva pietra.</p>



<p>Per realizzare mura, edifici e strutture della nuova città bisognava estrarla.</p>



<p>E quella pietra era proprio sotto i piedi degli abitanti.</p>



<p>Gli scavi lasciavano dietro di sé grandi vuoti che, nel corso del tempo, non vennero semplicemente abbandonati: furono trasformati, collegati e riutilizzati.</p>



<p>Cominciava così quel rapporto quasi simbiotico tra la Napoli di sopra e la <strong>Napoli sotterranea</strong> che sarebbe continuato per oltre duemila anni.</p>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">I Romani e la grande macchina dell&#8217;acqua</h2>



<p>Con i Romani il sottosuolo compì un ulteriore salto di scala.</p>



<p>Le cavità e i condotti vennero inseriti in un articolato sistema di approvvigionamento idrico. In età augustea, il grande acquedotto proveniente dalle sorgenti del Serino raggiungeva Napoli e proseguiva verso l&#8217;area flegrea fino alla Piscina Mirabilis di Miseno.</p>



<p>Sotto la città si sviluppò così una rete di <strong>cisterne, pozzi e cunicoli</strong> attraverso la quale l&#8217;acqua poteva raggiungere numerose zone dell&#8217;abitato.</p>



<p>Per secoli, sopra quelle cisterne, generazioni di napoletani hanno vissuto la propria quotidianità.</p>



<p>Molte abitazioni possedevano un pozzo attraverso il quale era possibile attingere l&#8217;acqua direttamente dal sottosuolo.</p>



<p>Ed è proprio qui che storia e leggenda napoletana finiscono per incontrarsi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I pozzari e la leggenda del Munaciello</h2>



<p>A muoversi attraverso gli stretti cunicoli dell&#8217;antico sistema idrico erano i <strong>pozzari</strong>, uomini incaricati della manutenzione e della pulizia delle cisterne e dei pozzi.</p>



<p>Conoscevano una Napoli che gli altri non vedevano.</p>



<p>Potevano spostarsi sotto gli edifici e, attraverso i pozzi, raggiungere luoghi apparentemente inaccessibili dalla strada.</p>



<p>La tradizione popolare ha collegato anche questa figura alla nascita di una delle presenze più celebri dell&#8217;immaginario napoletano: <strong>&#8216;o Munaciello</strong>.</p>



<p>Il piccolo spirito con il saio che entra nelle case, nasconde oggetti oppure lascia misteriosamente del denaro potrebbe conservare, secondo una delle interpretazioni popolari, proprio il ricordo dei pozzari e della loro capacità di comparire nelle abitazioni attraverso percorsi sconosciuti agli stessi proprietari.</p>



<p>È uno degli esempi più belli di come Napoli riesca a trasformare persino la propria infrastruttura urbana in racconto.</p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<h2 class="wp-block-heading">Una città costruita con la pietra estratta dal proprio ventre</h2>



<p>C&#8217;è un dettaglio che permette di comprendere davvero la relazione tra Napoli e il suo sottosuolo.</p>



<p>Il tufo estratto dalle cave veniva utilizzato per costruire la città soprastante.</p>



<p>Questo significa che, in molti casi, <strong>il vuoto sotto Napoli e gli edifici sopra Napoli appartengono alla stessa storia</strong>.</p>



<p>Da una parte veniva sottratta materia.</p>



<p>Dall&#8217;altra quella stessa materia diventava muro, casa, palazzo, chiesa.</p>



<p>La città cresceva mentre sotto di lei cresceva un&#8217;altra geografia.</p>



<p>Il Comune di Napoli censisce migliaia di accessi a cavità conosciute e sconosciute e descrive un sottosuolo profondamente modificato nei secoli dall&#8217;attività estrattiva e dai diversi sistemi di approvvigionamento idrico.</p>



<p>Non esiste quindi soltanto il percorso oggi conosciuto comunemente come “Napoli Sotterranea”.</p>



<p>Esiste un <strong>sistema molto più vasto di cavità sotto differenti zone della città</strong>, non tutto comunicante e non tutto esplorato o accessibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1885: quando finì il mondo dei pozzi</h2>



<p>Per secoli quel sistema aveva significato soprattutto acqua.</p>



<p>Poi arrivò uno dei grandi traumi della Napoli ottocentesca.</p>



<p>Dopo le epidemie di colera e con la modernizzazione dell&#8217;approvvigionamento idrico, l&#8217;antico sistema di pozzi e cisterne perse progressivamente la propria funzione.</p>



<p>Molti ambienti furono abbandonati.</p>



<p>Sembrava la fine della loro storia.</p>



<p>Non lo era.</p>



<p>Qualche decennio dopo, Napoli avrebbe avuto nuovamente bisogno del proprio ventre.</p>



<p>E questa volta non per vivere.</p>



<p>Ma per <strong>sopravvivere</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando Napoli scese sottoterra per sfuggire alle bombe</h2>



<p>Durante la Seconda guerra mondiale le antiche cavità furono trasformate in <strong>rifugi antiaerei</strong>.</p>



<p>Gli stessi spazi che avevano fornito pietra e acqua alla città diventarono riparo dalla distruzione che arrivava dal cielo.</p>



<p>Migliaia di persone scendevano sottoterra al suono delle sirene.</p>



<p>Famiglie intere aspettavano nel tufo mentre sopra di loro Napoli veniva bombardata.</p>



<p>Alcuni rifugi furono dotati di illuminazione, servizi e adattamenti necessari a ospitare la popolazione. Ancora oggi, in diversi ambienti, graffiti, scritte e oggetti conservano tracce di quei giorni.</p>



<p>Ed è forse questo il momento in cui il rapporto tra Napoli e il suo sottosuolo assume il significato più potente.</p>



<p>La città che per secoli aveva scavato il proprio ventre per costruirsi, <strong>tornò nel proprio ventre per salvarsi</strong>.</p>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo la guerra, il sottosuolo diventò anche una discarica</h2>



<p>La storia non finì con la liberazione.</p>



<p>Durante la ricostruzione, molti antichi pozzi furono utilizzati per scaricare macerie e materiali provenienti dagli edifici distrutti.</p>



<p>È un&#8217;immagine quasi circolare.</p>



<p>Il tufo era stato estratto dal sottosuolo per costruire Napoli.</p>



<p>Secoli dopo, parti della città distrutta tornarono proprio nelle cavità dalle quali, simbolicamente, quella città era nata.</p>



<p>Molti ambienti finirono dimenticati e riempiti di detriti. Solo il lavoro di recupero e studio compiuto successivamente ha permesso di restituire una parte di questo patrimonio alla città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli sopra e Napoli sotto sono la stessa città</h2>



<p>Pensare alla Napoli sotterranea soltanto come a una curiosità significa perdere la parte più importante della sua storia.</p>



<p>Quaggiù si incontrano <strong>i Greci che estraevano il tufo, i Romani che portavano l&#8217;acqua, i pozzari che attraversavano i cunicoli e le famiglie del Novecento che cercavano protezione dalle bombe</strong>.</p>



<p>Epoche lontanissime sono separate da pochi metri di roccia.</p>



<p>Sopra, intanto, Napoli continuava a vivere.</p>



<p>Forse è proprio questo che rende il suo sottosuolo così profondamente partenopeo.</p>



<p>Non è una città morta sepolta sotto quella moderna.</p>



<p>È una città che Napoli ha continuamente <strong>usato, trasformato e reinterpretato secondo le proprie necessità</strong>.</p>



<p>Per costruire.</p>



<p>Per bere.</p>



<p>Per attraversare.</p>



<p>Per nascondersi.</p>



<p>Per sopravvivere.</p>



<p>Napoli ha una memoria particolare: spesso non conserva il passato separandolo dal presente.</p>



<p>Gli costruisce sopra.</p>



<p>E sotto le nostre scarpe, ancora oggi, rimane una parte enorme della sua storia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>21 dicembre 2025: Napoli compie 2500 anni</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2025/12/21/napoli-compie-2500-anni-di-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 14:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partenope]]></category>
		<category><![CDATA[21 dicembre 2025]]></category>
		<category><![CDATA[città più antica d’europa]]></category>
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		<category><![CDATA[napoli 2500 anni]]></category>
		<category><![CDATA[neapolis]]></category>
		<category><![CDATA[partenope]]></category>
		<category><![CDATA[storia di Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Dalle origini di Partenope a Neapolis La storia di Napoli...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
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</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-dceb9d7a" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Napoli compie 2500 anni, tantissime candeline per la nostra Partenope.</h2>



<p>Un traguardo che poche città al mondo possono vantare.<br />Non è solo un anniversario: è un <strong>atto di resistenza storica</strong>, culturale e identitaria.</p>



<p>Napoli non è una città “nata” e cresciuta:<br />Napoli è una città <strong>sopravvissuta</strong>, trasformata, ricostruita, amata, ferita e sempre rinata.</p>
</div>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalle origini di Partenope a Neapolis</strong></h2>



<p>La storia di Napoli comincia nel <strong>V secolo a.C.</strong>, quando i Greci fondarono <strong>Partenope</strong>, sulle colline che guardano il mare.<br />Un primo insediamento che diventerà presto <strong>Neapolis</strong>, la “città nuova”, destinata a diventare uno dei centri più importanti del Mediterraneo.</p>



<p>Da allora Napoli non ha mai smesso di essere abitata.<br />Mai abbandonata.<br />Mai cancellata.</p>



<p>Greca, romana, bizantina, normanna, sveva, angioina, aragonese, borbonica.<br />Ogni civiltà ha lasciato un segno, senza mai spezzare l’anima della città.</p>



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</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-fe913ac5" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una città che non ha mai chinato la testa</strong></h2>



<p>In 2500 anni Napoli ha conosciuto invasioni, rivoluzioni, carestie, epidemie, terremoti, guerre mondiali.<br />Eppure è sempre rimasta in piedi.</p>



<p>Napoli è stata capitale, regno, centro culturale europeo, laboratorio artistico, crocevia di popoli.<br />È stata amata e tradita, raccontata e fraintesa, glorificata e svilita.</p>



<p>Ma non si è mai piegata.</p>



<p>Ogni volta che qualcuno ha provato a definirla, Napoli ha cambiato forma.<br />Ogni volta che qualcuno ha provato a ridurla, Napoli ha risposto con <strong>creatività, ironia e vita</strong>.</p>
</div>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>2500 anni di cultura, lingua e identità</strong></h2>



<p>Napoli non è solo una città:<br />è una <strong>lingua</strong>, una <strong>musica</strong>, una <strong>visione del mondo</strong>.</p>



<p>Il napoletano è una delle lingue più antiche d’Europa.<br />La musica napoletana ha attraversato secoli e continenti.<br />Il teatro, la filosofia, la cucina, la scienza: Napoli ha prodotto pensiero, non solo folklore.</p>



<p>Qui sono nate idee, non solo canzoni.<br />Qui si è pensato il mondo, prima ancora di raccontarlo.</p>



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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-18cfc563" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal passato al futuro</strong></h2>



<p>Festeggiare i 2500 anni di Napoli non significa guardare solo indietro.<br />Significa <strong>prendere coscienza di ciò che siamo</strong> per decidere cosa vogliamo diventare.</p>



<p>Napoli oggi è una città giovane, viva, contraddittoria, piena di talento.<br />Una città che continua a esportare cultura, intelligenza, arte, sport, scienza e creatività in tutto il mondo.</p>



<p>Il 21 dicembre 2025 non è un punto di arrivo.<br />È un <strong>nuovo inizio</strong>.</p>
</div>
</div>
</div>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un compleanno che appartiene a tutti</strong></h2>



<p data-start="3169" data-end="3332">Questo anniversario non appartiene solo a Napoli.<br />Appartiene a chi è nato qui.<br />A chi ci vive.<br />A chi l’ha lasciata.<br />A chi la porta dentro, ovunque si trovi.Perché Napoli non è solo un luogo geografico.<br />È un modo di stare al mondo.E dopo 2500 anni, è ancora qui.<br />Viva.<br />Indomabile.<br />Infinita.</p>
<p>

</p>
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</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-86ca6ef4" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column"><div id="rank-math-faq" class="rank-math-block">
<div class="rank-math-list ">
<div id="faq-question-1766324354572" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>Perché il 21 dicembre 2025 Napoli compie 2500 anni?</strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Perché la fondazione dell’antica Partenope risale al 475 a.C. circa, data simbolicamente riconosciuta come origine della città.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1766324370420" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>Napoli è davvero una delle città più antiche d’Europa?</strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Sì. Napoli è una delle poche città europee ad essere <strong>continuamente abitata</strong> da oltre 2500 anni.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1766324383771" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>Perché Napoli si chiamava Neapolis?</strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Neapolis significa “città nuova” in greco, in contrapposizione al primo insediamento di Partenope.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1766324395837" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>Cosa rappresenta questo anniversario per i napoletani?</strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>È un momento di orgoglio, consapevolezza e identità. Un richiamo alle radici e al futuro.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1766324411606" class="rank-math-list-item">
<h3 class="rank-math-question "><strong>Come verranno celebrati i 2500 anni di Napoli?</strong></h3>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Con eventi culturali, mostre, spettacoli, iniziative diffuse e progetti che racconteranno la storia e l’anima della città.</p>

</div>
</div>
</div>
</div></div>
</div>
</div>
<p></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Decumano Maggiore storia affascinante della strada che attraversa il cuore di Napoli</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2025/08/23/decumano-maggiore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Aug 2025 10:14:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partenope]]></category>
		<category><![CDATA[Decumano Maggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli centro storico]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio UNESCO]]></category>
		<category><![CDATA[storia di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[strade di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Via dei Tribunali]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione Il Decumano Maggiore è una delle strade più antiche...]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Introduzione</h2>



<p><em>Il <strong>Decumano Maggiore</strong> è una delle strade più antiche e suggestive di Napoli, parte integrante della maglia urbanistica di origine greca che caratterizza il centro storico. Conosciuto anche come Via dei Tribunali, rappresenta il cuore pulsante della città: un luogo in cui storia, arte, tradizioni popolari e vita quotidiana si intrecciano in un racconto affascinante che dura da oltre duemila anni.</em></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-c0d6d598" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Decumano-Maggiore.jpg" alt="" class="wp-image-3387" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Decumano-Maggiore.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Decumano-Maggiore-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Decumano-Maggiore-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Decumano-Maggiore-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Via dei Tribunali, Napoli – Foto di <a>Armando Mancini</a> &#8211; via Wikimedia Commons – Licenza <a>CC BY-SA 2.0</a></figcaption></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-e9c21985" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Le origini greche</h2>



<p><em>La struttura dei <strong>decumani</strong> risale alla fondazione di Neapolis, la città nuova creata dai Greci nel V secolo a.C. L’impianto urbanistico si basava sul reticolo ortogonale formato da tre decumani (Maggiore, Superiore e Inferiore) e da venti cardini trasversali. Il Decumano Maggiore, posto al centro, rappresentava la spina dorsale della città antica.</em></p>



<p><em>Il suo percorso corrispondeva a quello di una grande arteria che attraversava la polis da est a ovest, collegando i principali edifici civili e religiosi. Ancora oggi, passeggiando lungo Via dei Tribunali, si respira la continuità tra passato classico e presente.</em></p>
</div>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Medioevo all’età moderna</h2>



<p><em>Durante il Medioevo, il Decumano Maggiore assunse un ruolo ancora più importante, diventando sede di chiese, monasteri, palazzi nobiliari e botteghe artigiane. Fu qui che si stabilirono le istituzioni giudiziarie della città, da cui deriva il nome popolare di Via dei Tribunali.</em></p>



<p><em>Nel corso dei secoli, lungo questa strada sorsero edifici straordinari, come la <strong>Chiesa di San Lorenzo Maggiore</strong>, la <strong>Cappella Pappacoda</strong> e numerosi palazzi rinascimentali e barocchi. Ogni epoca ha lasciato una traccia visibile, trasformando il Decumano Maggiore in un vero e proprio museo a cielo aperto.</em></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-c9a6f55f" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Centro-Storico-di-Napoli.jpg" alt="" class="wp-image-3388" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Centro-Storico-di-Napoli.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Centro-Storico-di-Napoli-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Centro-Storico-di-Napoli-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Centro-Storico-di-Napoli-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption class="wp-element-caption">Basilica di San Paolo Maggiore, Napoli – Foto di <a>Wolfgang Moroder</a> &#8211; Licenza <a>CC BY-SA 3.0</a></figcaption></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-814681db" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Un museo a cielo aperto</h2>



<p><em>Oggi, il Decumano Maggiore è uno dei luoghi più visitati di Napoli, meta di turisti e studiosi di tutto il mondo. Passeggiando lungo Via dei Tribunali si incontrano:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><em>le vestigia greche e romane custodite sotto la chiesa di San Lorenzo Maggiore;</em></li>



<li><em>le architetture medievali e rinascimentali che raccontano l’evoluzione della città;</em></li>



<li><em>le pizzerie storiche e le botteghe che mantengono viva la tradizione gastronomica partenopea.</em></li>
</ul>



<p><em>Il mix di antico e moderno rende questa strada un’esperienza unica, capace di restituire l’anima autentica di Napoli.</em></p>
</div>
</div></div>



<h2 class="wp-block-heading">Vita quotidiana e tradizioni</h2>



<p><em>Oltre ai monumenti e alle chiese, il Decumano Maggiore è anche il luogo della vita quotidiana. Qui si svolge da secoli la vita popolare: mercati, botteghe artigiane, voci di venditori ambulanti e profumi di cucina tradizionale.</em></p>



<p><em>È anche la strada delle celebri pizzerie napoletane: lungo Via dei Tribunali sorgono alcune delle pizzerie più famose al mondo, mete imprescindibili per chiunque voglia assaporare la vera <a href="https://partenope.napoli.it/2020/06/15/pizza-napoletana-popolo/" data-type="post" data-id="2601">pizza napoletana</a>.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Patrimonio dell’UNESCO</h2>



<p><em>Dal 1995 il centro storico di Napoli, con i suoi decumani, è stato dichiarato <strong><a href="https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/centro-storico-di-napoli/" target="_blank" rel="noopener">Patrimonio dell’Umanità UNESCO</a></strong>. Il Decumano Maggiore, in particolare, rappresenta un simbolo di questa straordinaria eredità culturale, testimone di una continuità urbana millenaria senza paragoni in Europa.</em></p>



<p><em>La sua importanza non è solo storica e artistica, ma anche sociale: vivere e attraversare Via dei Tribunali significa immergersi nella vera anima partenopea.</em></p>



<p><strong>Livio Olino</strong></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-5c062143" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-twoOne-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope.jpg" alt="Faq Partenope" class="wp-image-3334" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2025/08/Faq-Partenope-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-6d6dac46" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column"><div id="rank-math-faq" class="rank-math-block">
<div class="rank-math-list ">
<div id="faq-question-1755949669454" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Che cos’è il Decumano Maggiore</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>È una delle tre strade principali di origine greca che attraversano il centro storico di Napoli, conosciuta anche come Via dei Tribunali.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1755949697962" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Perché si chiama Via dei Tribunali</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Perché nel Medioevo lungo questa strada si stabilirono i principali uffici giudiziari della città.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1755949716267" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Quali monumenti si trovano lungo il Decumano Maggiore</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Tra i più importanti ci sono la Chiesa di San Lorenzo Maggiore, la Cappella Pappacoda e vari palazzi nobiliari di epoca rinascimentale e barocca.</p>

</div>
</div>
<div id="faq-question-1755949725722" class="rank-math-list-item">
<h6 class="rank-math-question "><strong>Perché il Decumano Maggiore è importante oggi</strong></h6>
<div class="rank-math-answer ">

<p>Perché rappresenta il cuore del centro storico di Napoli, unendo testimonianze antiche, vita quotidiana, tradizioni popolari e gastronomia.</p>

</div>
</div>
</div>
</div></div>
</div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Istituto Francesco Caracciolo</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2022/05/27/istituto-francesco-caracciolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Olino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 07:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[anni ’60 Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Olino]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Francesco Caracciolo]]></category>
		<category><![CDATA[istituto professionale commercio]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi scolastici Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[scuole storiche di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia di Napoli]]></category>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-1d3cca2e" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-twoOne-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-fe5708ee" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Premessa</h2>



<p><em>Trovo difficoltoso raccontare la storia del Caracciolo senza cadere in personalismi.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">1960: un anno di eventi storici</h2>



<p><em>L’anno iniziò con la morte di Fausto Coppi e Fred Buscaglione. In politica si rischiano pericolose sommosse, per una delle più grosse furbate della Democrazia Cristiana, con la nascita del governo Tambroni.</em></p>



<p><em>Esce la Dolce Vita. Renato Rascel e Tony Dallara vincono il Festival di Sanremo con Romantica e Mina esordisce con la canzone E’ vero.</em></p>



<p><em>La Juventus vince lo scudetto con Sivori che realizza 28 reti. Duilio Loi diventa campione del mondo. È l’anno delle Olimpiadi romane con protagonisti Cassius Clay, Nino Benvenuti, Abebe Bikila, Livio Berruti. Nasce <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Armando_Maradona" target="_blank" rel="noopener">Diego Armando Maradona</a>.</em></p>



<p><em>Nasce l’<a href="https://isabelladestecaracciolo.it/" target="_blank" rel="noopener">Istituto Professionale per il Commercio FRANCESCO CARACCIOLO.</a></em></p>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-5629fccd" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-Napoli.jpg" alt="Istituto-Francesco-Caracciolo-Napoli" class="wp-image-2883" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-Napoli.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-Napoli-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-Napoli-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-Napoli-500x500.jpg 500w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-Napoli-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo.jpg" alt="Istituto-Francesco-Caracciolo" class="wp-image-2882" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-500x500.jpg 500w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Istituto-Francesco-Caracciolo-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-9102bfe3" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Il Mio Caracciolo</h2>



<p><em>Ricordo quel giorno come se fosse il mio primo giorno di scuola. Finalmente studente di serie A.</em></p>



<p><em>Per gli anni precedenti avevo girovagato per altre scuole e con doppi turni, uno studente di serie B, appunto. Trovo opportuno, anche per dare conto del perché il Caracciolo è per me così importante, raccontare che sono stato studente della scuola per ben 11 anni.</em></p>



<p><em>All’epoca al Caracciolo c’era la scuola di avviamento commerciale, in antitesi alle scuole medie, e l’Istituto professionale per il commercio, un biennio che rilasciava la qualifica di Computista Commerciale. Tutto ciò senza che la scuola avesse una propria sede se non un primo piano con 4/5 aule in Via San Giovanni in Porta, zona Anticaglia. Ogni anno una destinazione diversa quale succursale e con turni che variavano secondo le disponibilità.</em></p>



<p><em>All’epoca lavoravo e studiavo quindi qualche anno l’ho saltato. Nel 1960, stanco di girovagare e con una bocciatura, decisi di abbandonare la scuola per dedicarmi al lavoro.</em></p>
</div>
</div></div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-fbe64592" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-twoOne-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
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<h2 class="wp-block-heading">L’incontro che cambiò la mia vita</h2>



<p><em>Decisi di andare a salutare i miei colleghi attesi agli esami di riparazione presso la scuola Vittorio Emanuele II in Via San Sebastiano.</em></p>



<p><em>Incontrai la Preside Colomba Pugliese Librera che con il solito affetto mi salutò e mi dette la notizia che ha cambiato la mia vita. A giorni si sarebbe inaugurato il nuovo edificio del Caracciolo in Via Santa Maria Antesecula.</em></p>



<p><em>Edificio scolastico con palestra, piscina, aule di laboratorio, tutto nuovo, spazioso e, soprattutto con turno solo mattutino. Fui dissuaso dal ritirarmi, finalmente la scuola che avevo sempre sognato.</em></p>
</div>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="400" height="400" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Scuola-Francesco-Caracciolo.jpg" alt="Scuola-Francesco-Caracciolo" class="wp-image-2884" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Scuola-Francesco-Caracciolo.jpg 400w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Scuola-Francesco-Caracciolo-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Scuola-Francesco-Caracciolo-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2022/05/Scuola-Francesco-Caracciolo-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>
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</div></div>



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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-f67fc519" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Finalmente la scuola</h2>



<p><em>Il primo giorno mi presentai come se dovessi andare ad un matrimonio: tolto il maglione rosso usato negli ultimi anni per l’inizio d’autunno, indossai un bel vestito grigio di mio fratello maggiore.</em></p>



<p><em>Un odore di vernice fresca, corridoi immensi, aule spaziose. Sbirciai la palestra ancora da rifinire e piena di scatoloni da aprire. Una specie di deposito ma con pertiche, quadro svedese, cavalletti, tabellone per la pallacanestro.</em></p>



<p><em>Una volta in aula la Preside, attraverso l’impianto di filodiffusione, ci dette il benvenuto.</em></p>



<p><em>Finalmente la scuola.</em></p>



<p><strong>GIUSEPPE OLINO</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>
</div>
</div></div>
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			</item>
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		<title>Partenope</title>
		<link>https://partenope.napoli.it/2020/06/15/partenope/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[masevolution]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 22:23:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Partenope]]></category>
		<category><![CDATA[appartenenza napoletana]]></category>
		<category><![CDATA[cultura partenopea]]></category>
		<category><![CDATA[leggende di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Partenope Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[storia di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni napoletane]]></category>
		<category><![CDATA[vita quotidiana Napoli]]></category>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-70165b91" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-1-columns has-desktop-equal-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-equal-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-b9a643d3" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Perché nasce Partenope</h2>



<p><em>Partenope nasce dalla voglia di raccontare Napoli, i suoi dintorni e la sua storia. Un progetto che raccoglie le voci dei partenopei: storici, imprenditori, botteghe centenarie che resistono al tempo, ma anche le nuove realtà imprenditoriali che, tra mille difficoltà, continuano a portare avanti la bellezza e l’arte del commercio napoletano.</em></p>



<p><em>Napoli è tutto questo: tradizione e innovazione, radici antiche e nuove sfide.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le storie di Napoli</h2>



<p><em>Partenope è fatta dalle persone comuni, dalle mille storie che ogni giorno danno vita ai vicoli, ai colori e alla vivacità della città. È la gioia dei matrimoni, il dolore delle difficoltà, la forza di chi vive Napoli con orgoglio e appartenenza.</em></p>



<p><em>Ci sono i volti storici che hanno diffuso la bellezza della città, ma anche le voci semplici di chi la rappresenta ogni giorno, con dignità e passione</em></p>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-e8f7fb5f" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-2-columns has-desktop-oneTwo-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-collapsedRows-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-2e1000aa" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Partenope-Napoli.jpg" alt="Partenope-Napoli" class="wp-image-2779" srcset="https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Partenope-Napoli.jpg 600w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Partenope-Napoli-300x300.jpg 300w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Partenope-Napoli-150x150.jpg 150w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Partenope-Napoli-500x500.jpg 500w, https://partenope.napoli.it/wp-content/uploads/2020/06/Partenope-Napoli-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>
</div>



<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-01e63154" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Cultura, leggenda e tradizioni</h2>



<p><em>La cucina, <a href="https://partenope.napoli.it/2020/06/15/piedigrotta-napoli-festa/" data-type="post" data-id="2750">le feste dimenticate</a>, le superstizioni tramandate di padre in figlio: Napoli è un regno del credo popolare. Ogni leggenda, ogni aneddoto, ogni ricetta racconta l’identità di un popolo che non dimentica mai le proprie radici.</em></p>



<p><em>Napoli è musica, arte, pizza, mandolino, mare e un legame eterno con la <a href="https://sscnapoli.it/" target="_blank" rel="noopener">squadra di calcio</a>. Come diceva Luciano De Crescenzo: “Napoli non è una città, ma uno stato d’animo.”</em></p>
</div>
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<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-9386e942" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns has-1-columns has-desktop-equal-layout has-tablet-equal-layout has-mobile-equal-layout has-vertical-unset"><div class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-columns-overlay"></div><div class="innerblocks-wrap">
<div id="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column-b2bf6c49" class="wp-block-themeisle-blocks-advanced-column">
<h2 class="wp-block-heading">Appartenenza e Partecipazione</h2>



<p><em>Raccontiamo l’appartenenza, perché Partenope è soprattutto questo: non solo vivere Napoli, ma sentirla dentro, criticarla e amarla, riconoscendola come parte della nostra anima.</em></p>



<p><em>Partenope è un percorso collettivo: chiunque può raccontare la propria storia, il proprio quotidiano, i propri ricordi. Insieme scriviamo una meravigliosa storia d’amore che Napoli tramanda ogni giorno, di generazione in generazione.</em></p>



<p><strong>Livio Olino</strong></p>
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